Scienza

Sanità: effetto weekend, 11 mila morti in più l'anno in ospedali GB

Più rischi per chi si ricovera da venerdì al lunedì mattina, domenica giorno 'nero'

Roma, 7 set. (AdnKronos Salute) - Meglio evitare un ricovero in ospedale nel fine settimana. Almeno in Gran Bretagna, dove uno studio ha calcolato che fino a 11.000 persone in più muoiono ogni anno dopo essere state ricoverate in ospedale nel weekend rispetto al resto della settimana. E la domenica è il giorno più nero. Il dato emerge da un'analisi di 15 milioni di ricoveri ospedalieri pubblicata su 'BMJ': esiste dunque un significativo "effetto week-end" per i pazienti ricoverati tra venerdì e lunedì.

Questi dati sono in contrasto con le stime del ministro della Salute Jeremy Hunt, secondo cui il numero di morti extra durante i fine settimana sarebbe stato di 6.000 l'anno, ricorda il 'Telegraph'. Nel complesso, comunque, i pazienti ricoverati sabato o domenica - quando il personale e l'accesso ad alcuni servizi sono ridotti - avevano una probabilità di morire entro 30 giorni dall'intervento che è doppia rispetto agli altri malati.

Alcune di questi decessi sono spiegati dal fatto che i pazienti ricoverati nei fine settimana sono spesso malati in modo più grave rispetto a quelli che entrano in ospedale negli altri giorni. Ma secondo lo studio, pur tenendo conto di questo aspetto, i ricoverati del weekend sono significativamente più in pericolo di vita.

Quanto ai giorni, a rischiare di più sono le persone che entrano in ospedale di domenica (+15% morti), seguite dai ricoverati del sabato (+10%). In generale, si stimano dunque 11.000 morti in più l'anno tra i pazienti ricoverati nel weekend. Secondo Sir Bruce Keogh, direttore medico del Nhs e uno degli autori dello studio, questo lavoro ha rivelato una "verità scomoda", che non può più essere ignorata. La ricerca, condotta dall'University Hospital Birmingham Nhs Foundation Trust e dall'University College di Londra, ha esaminato l'effetto del giorno di ricovero sui tassi di mortalità negli ospedali inglesi per il periodo 2013-14.

"L'idea che i pazienti vengono danneggiati a causa del modo in cui organizziamo i nostri servizi è semplicemente al di là di quello che ognuno di noi può considerare accettabile. La spinta morale e sociale per un intervento è semplicemente inattaccabile", ha detto Keogh, sottolineando l'importanza di ridisegnare l'organizzazione del servizio sanitario inglese. "Il cambiamento porta sempre difficoltà pratiche che devono essere affrontate, ma non possiamo ignorare i fatti". Ma cosa ha scoperto la ricerca? Nel complesso i tassi di mortalità per i ricoverati da martedì a giovedì sono dell'1,6%, salgono all'1,75% il venerdì, al 2,64% il sabato e al 3,4% la domenica, per riscendere all'1,7% per cento nel corso del lunedì.

I ricercatori sottolineano che "i servizi di assistenza in ospedale vengono generalmente ridotti dal tardo venerdì nel corso del weekend, fino al lunedì mattina. Questo potrebbe in qualche modo spiegare la nostra scoperta di un 'effetto week-end' che si estende da venerdì a lunedì". E lo stesso Royal College of Surgeons ha ribadito la necessità che i pazienti possano contare su un miglior accesso a personale esperto e ai servizi diagnostici più importanti nel fine settimana. Tutti d'accordo, dunque, almeno in teoria. I dati, che rimbalzano sulla stampa britannica, confermano studi precedenti: secondo una ricerca, chi viene ricoverato in cardiologia con un infarto di sabato ha tassi di mortalità il 20% superiori rispetto a quelli arrivati in ospedale con la stessa patologia durante la settimana.

7 settembre 2015 ADNKronos
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