Salute

Salute: rapporto Iss, al Sud cinture in auto solo per 1 su 3

Uso del casco in moto è estremamente diffuso, molto meno l'impego del seggiolino

Roma, 19 lug. (AdnKronos Salute) - In fatto di sicurezza stradale l'Italia è divisa in due. In generale 9 motociclisti su 10 indossano il casco, 4 automobilisti su 10 usano il seggiolino per bambini, ma al Sud soltanto 1 su 3 usa le cinture di sicurezza e quasi nessuno - 1 su 10 - utilizza quelle posteriori. E' la 'fotografia' del sistema di sorveglianza su strada dell'uso dei dispositivi di sicurezza che emerge dal progetto Ulisse, condotto dall'Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La rete di rilevazione ha consentito di effettuare osservazioni sull'uso delle cinture di sicurezza anteriori, posteriori, casco sulle due ruote motorizzate, seggiolini per bambini e cellulare alla guida in 19 città distribuite su tutto il territorio nazionale, che interessano una popolazione residente di oltre 9 milioni di abitanti, pari al 14,8% degli italiani.

Le rilevazioni sono state effettuate in zona urbana centrale, urbana periferica, e in alcuni casi anche extraurbana. Hanno interessato oltre 185 mila utenti e per la maggior parte si tratta di osservazioni relative all’uso delle cinture anteriori e al cellulare durante la guida di un'auto. Nord e Sud sono state le realtà maggiormente monitorate. Ebbene, tutto sommato l'uso del casco è ovunque estremamente elevato (superiore al 90%). Tuttavia, soprattutto nelle Regioni meridionali, una quota marcata di motociclisti, pur indossando il casco, lo tiene slacciato o non correttamente allacciato.

Criticità riguardano in particolare l'uso delle cinture posteriori, che mediamente è poco superiore al 10%, l’uso dei seggiolini per bambini (attorno al 40% medio) e nel Sud anche le cinture di sicurezza nei passeggeri sui sedili anteriori (meno del 35%).

Un discorso a parte meritano i dati sull'uso del cellulare alla guida, che si attesta in media a poco più del 5%. Questa percentuale in base a quanto emerge da indagini svolte tramite questionari o indagini telefoniche, sembra sottostimata, ma "poiché il rischio dovuto all’uso del cellulare si concretizza solo nel momento in cui lo si utilizza per telefonare o rispondere ai messaggi, il modo migliore per quantificare questo rischio - afferma Marco Giustini, responsabile del sistema Ulisse - è proprio la rilevazione su strada". L'unica, spiega l'esperto, che tiene conto sia di quanti guidatori usano in maniera impropria il cellulare, sia per quanto tempo il cellulare viene usato durante la guida.

Quanto alle cinture di sicurezza, prima dell’entrata in vigore della patente a punti (luglio 2003), l’uso nei passeggeri seduti davanti era "assai modesto. La modifica del codice della strada ha prodotto immediati risultati, il primo dei quali è stato il repentino incremento dell’uso dei dispositivi di sicurezza, cinture e casco", rileva il rapporto. L’uso delle cinture di sicurezza, in particolare, è più che raddoppiato, passando dal 30% al 70% a livello nazionale. Ma mentre al Nord nel tempo sembra essere rimasto costante, in media attorno all’80%, il Centro presenta una leggera ma progressiva flessione, pari al 5%. "Il Sud, invece, mostra un allarmante crollo dell’uso delle cinture, di oltre il 20%, tanto che oggi si è più vicini ai valori osservati prima della patente a punti che non a quelli immediatamente successivi alla sua introduzione", concludono gli esperti.

19 luglio 2016 ADNKronos
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