Salute

Salute: per italiani viene prima del lavoro ma meno di 1 su 5 fa controlli

Milano, 17 ott. (AdnKronos Salute) - La salute prima di tutto, anche in tempi di crisi. Per il 45% degli italiani - quasi la metà - star bene è la priorità, mentre solo il 18% dice la stessa cosa di un lavoro sicuro. Un italiano su 2 sostiene di evitare abitudini a rischio come alcol e fumo, ma solo uno su 4 riesce a seguire una dieta sana, appena uno su 5 fa sport regolarmente e meno di un quinto dichiara di sottoporsi a controlli preventivi. Sono alcuni dei risultati emersi da una ricerca Eurisko, presentata a un anno dal primo Osservatorio Assodim, associazione indipendente senza scopo di lucro con fini assistenziali.

"Stare in salute/mantenere una buona salute" è riconosciuto da tutti come primo obiettivo o meta nella vita. La ricerca 2014 sottolinea un'inversione di tendenza rispetto allo scorso anno: per il 21% degli italiani il tempo da dedicare ai familiari e l'educazione dei figli sono più importanti del benessere economico (9%) e del successo nella professione (2%). L'indagine certifica tuttavia l'avanzata dei 'mammi' in risposta alla carica delle donne in carriera: il tempo da dedicare alla famiglia è al terzo posto nella scala di priorità degli uomin e al quinto in quella delle donne, mentre il successo nella professione è al quarto posto nella classifica femminile e all'ottavo in quella maschile.

L'85% degli italiani over 30 ha fruito servizi/prestazioni sanitarie nell'ultimo anno, risulta ancora dalla ricerca. Si tratta perlopiù di esami del sangue/urine, visite specialistiche, visite/interventi ai denti, ma anche, in quasi la metà dei casi, di esami/diagnostica preventiva. Il Nord e i dipendenti delle grandi aziende si caratterizzano per un più marcato orientamento alla prevenzione rispetto al Sud. Rispetto alla qualità dei servizi offerti dal Servizio sanitario nazionale la soddisfazione è discreta, e il maggior aspetto di insoddisfazione riguarda i tempi di attesa. Le donne, da sempre attente e sensibili alla prevenzione, si confermano come più esigenti, critiche e orientate alla qualità della cura.

Oltre la metà degli italiani ha fruito nell'ultimo anno di servizi sanitari privati, in circa la metà dei casi per uno specifico problema di salute, mente per l'altra metà a fini preventivi (visite ed esami/check-up di controllo). A fare prevenzione sono più spesso le donne. Si ricorre al privato per evitare lunghe liste d'attesa, ma anche per rivolgersi a uno specifico medico o a un centro specializzato e all'avanguardia. Solo il 17% degli italiani ha un'assistenza integrativa che copre le spese sanitarie: più alta la percentuale al Nord (31%), fra i dipendenti delle grandi aziende (23%) e presso chi ha un livello di istruzione più elevato (23%).

Quasi tutti apprezzerebbero che la propria azienda la offrisse come benefit aziendale. Nelle prefigurazioni circa la metà degli intervistati attribuisce all'assistenza integrativa un impatto positivo sulla percezione di sicurezza e benessere e sull'orientamento alla prevenzione.

17 ottobre 2014 ADNKronos
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