Salute

Salute: caos obbligo defibrillatori per società amatoriali, prevista proroga

'Tagliola' il 20 gennaio, ma ministero Salute lavora a decreto per allungare i tempi

Roma, 13 gen. (AdnKronos Salute) - Può salvare la vita in caso di attacco cardiaco mentre si fa sport, ma oggi il defibrillatore non è presente su tutti i campi o strutture dove in Italia si svolgono gare non professionistiche o amatoriali. A mettere fine a questa anomalia ci aveva pensato nel 2013 il decreto Balduzzi, che dava 30 mesi di tempo alle società sportive dilettantistiche per dotarsi di defibrillatori semiautomatici e per formare il personale abilitato al loro uso. Il tempo scade il 20 gennaio, ma sono ancora poche le realtà che sono riuscite a mettersi in regola e garantire ai soci un defibrillatore e un operatore formato, pronto ad agire in caso di emergenza. A quanto apprende l'Adnkronos Salute, però, il ministero della Salute sta per varare un decreto che dovrebbe far scattare una proroga di 6 mesi.

"Arrivano tantissime richieste da parte delle realtà sportive amatoriali sul territorio, che chiedono di allungare i tempi. La normativa attuale ha alcune lacune non ancora risolte", spiega Daniela Sbrollini, deputata del Partito democratico e vicepresidente della commissione Affari sociali della Camera, che ha presentato un emendamento al decreto Milleproroghe "per spostare l’obbligo di dotazione di defibrillatori semi-automatici al 1 luglio 2016, così da consentire al Governo di risolvere le controversie e implementare quanto già previsto dalla legge".

Il Governo sembra aver recepito l'urgenza di un intervento su questo fronte e sta, appunto, lavorando a un imminente decreto del ministro della Salute Lorenzin che dovrebbe chiarire, anche con un regolamento, i nodi che lamentano le società sportive dilettantistiche. "Non riusciamo a dare risposte definitive ai nostri soci su alcuni punti del decreto Balduzzi - avverte Tiziano Pesce, responsabile nazionale tesseramento e consulenze della Uisp (Unione italiana sport per tutti) che rappresenta 18 mila associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate, con oltre 1,3 mln di associati - La proroga è inevitabile, ma non deve essere troppo lunga. Serve un regolamento per chiarire molti punti".

L’incidenza della morte cardiaca improvvisa (Mci) - secondo i dati della Società europea di cardiologia - è compresa tra lo 0,36 e l'1,2 per mille abitanti per anno, ma per gli esperti il dato è sottostimato. A oggi non ci sono sanzioni specifiche per l'inosservanza della normativa Balduzzi, ma in alcuni casi di cronaca di morte per arresto cardiaco in un impianto sportivo, il presidente della società sportiva - in questo caso di professionisti, per i quali l'obbligo è scattato diversi mesi fa - è stato rinviato a giudizio per omicidio colposo.

L'Uisp ha "stipulato un accordo con l'Anpas per garantire la formazione tecnica dei dirigenti e degli operatori delle società affiliate.

Inoltre, abbiamo una convenzione con una azienda che produce i defibrillatori. Un buon apparecchio, con la garanzia della manutenzione - osserva Pesce - può costare poco meno di un migliaio di euro e poi ci sono i corsi di formazione che noi, grazie all'Anpas, siamo riusciti a garantire a un costo di 50 euro a operatore".

Dall'osservatorio della Uisp è emerso che nel decreto sono presenti diverse questioni 'aperte': "Non riusciamo a spiegare a chi ci contatta come comportarsi quando le attività sportive vengono svolte all'aperto e non in un campo sportivo - spiega Pesce - Questo perché manca un regolamento che sviluppi bene tutte le varie ipotesi e dia una risposta sull'obbligo o meno del defibrillatore. Ad esempio questo dispositivo non è previsto per le bocce (escluse bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro , giochi da tavolo e sport assimilabili, ma in quest'ultima categoria non ci sono spiegazioni. Lo stesso in caso di lezioni di yoga o Tai chi in parchi o giardini".

Il mondo della politica si sta muovendo. "Ho presentato una proposta di legge che prevede corsi per formare gli operatori all'uso del defibrillatore - ricorda Sbrollini - C'è un problema di fondo legato al fatto che se una società ha un suo defibrillatore e gioca in una struttura una volta che finisce la partita si porta via il dispositivo medico. Ma in quella stessa struttura le partite proseguono e nessun garantisce che chi subentra si sia portato un defibrillatore".

"Ecco che ogni impianto pubblico cittadino - sottolinea - dovrebbe avere il dispositivo, occorre quindi lavorare con l'Anci per trovare le risorse e dotare le strutture dell'apparecchio salvavita".

"Rimane poi da definire come dovranno comportarsi le società sportive che praticano attività 'in movimento', discipline quali la vela, l’orienteering e il canottaggio che hanno necessità particolari di strumentazione e trasporto dei dispositivi di sicurezza - conclude la deputata - Per risolvere questi aspetti concreti e avviare le nuove stagioni sportive in piena sicurezza è necessario quindi solo un ultimo passo, e sono certa che con la collaborazione congiunta di Governo, Parlamento, Coni e società sportive si arriverà a una piena attuazione del decreto Balduzzi in pochi mesi".

13 gennaio 2016 ADNKronos
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