Salute

Salute: allarme 'smartphone walking', 1 italiano su 2 in pericolo camminando

Esperimento in 5 città, più distratti gli uomini tra i 30 e i 45 anni

Roma, 20 lug. (AdnKronos Salute) - Attraversare le strisce pedonali scrivendo su Whatsapp, aggirarsi sui marciapiedi con gli occhi fissi a Facebook, prendere il bus ritwittando l'ultima notizia o impegnati a catturare un Pokemon raro. Quanti di noi l'hanno fatto o lo fanno tutti i giorni? Il popolo di chi pratica 'smartphone walking' si aggira in città con lo sguardo fisso allo schermo, mettendo in serio pericolo la propria incolumità e la sicurezza delle altre persone. Un comportamento che ormai ha contagiato il 53% degli italiani e che provoca sempre più incidenti, praticato soprattutto nelle grandi metropoli come Milano (61%) e Roma (58%), principalmente da manager (65%) e imprenditori (62%) tra i 30 e i 45 anni e studenti (58%) tra i 16 e i 29.

E' quanto emerge da un esperimento sociale condotto da 'Found!' utilizzando oltre 5.000 segnalazioni raccolte grazie agli osservatori sparsi per le 5 maggiori città italiane, oltre che su un panel di 25 esperti tra psichiatri e sociologi, con l'obiettivo di esaminare quali siano i comportamenti tecnologici urbani più pericolosi. "I grandi vantaggi apportati al genere umano dalla tecnologia hanno anche degli effetti collaterali, sempre più diffusi e pericolosi", ricorda il sociologo Saro Trovato, fondatore di Found! e promotore dell’esperimento sociale.

A chi non è mai capitato di scontrarsi con un pedone intento a scorrere il proprio diario di Facebook (65%), o di restare bloccati sulla metro perché un passeggero si è fermato davanti all’ingresso del convoglio intento a mettere like su Instagram (41%)? Sono solo alcuni dei comportamenti più diffusi nelle grandi città italiane, secondo l'indagine. Basti pensare che, in base ai dati diffusi da Polfer, si segnala un aumento del 33% delle vittime da attraversamento sui binari, dovuti anche alla 'distrazione tecnologica' tipica della smartphone walking.

Ma qual è l’identikit dello 'smartphone walker' italiano? I più distratti dalla tecnologia mentre camminano sono gli uomini (58%), contro il 48% delle donne. In pole position ci sono le persone tra i 30 e i 45 anni (58%), seguiti dai giovanissimi tra i 16 e i 29 (54%) e dagli over 50 (46%). Un atteggiamento molto più marcato nelle metropoli: nella speciale top 5 infatti trionfa Milano con il 61%, seguita da Roma (58%), Napoli (56%), Torino (55%) e Palermo (53%).

Emblematico è il caso di Pokemon Go, il nuovo game mobile che incita a trovare i popolarissimi pupazzi giapponesi in giro per la città grazie alla realtà aumentata, esplorando l’area circostante muniti di smartphone. Un gioco che può generare una pericolosa 'distrazione di massa', avvertono gli esperti. Ecco infine il 'galateo dello smartphone', stilato dagli esperti per muoversi a piedi in città in sicurezza:

1) ALZA LA VITA, ABBASSA IL VOLUME. Quando si ascolta la musica o la radio con le cuffiette collegate al proprio smartphone, durante una passeggiata è bene mantenere un volume che permetta di ascoltare i rumori del traffico cittadino, per riuscire ad avvertire in anticipo pericoli.

2) AGUZZARE LA VISTA È FONDAMENTALE. E' molto importante rimanere focalizzati sulle persone e sugli ostacoli che si presentano lungo il cammino, per evitare collisioni e infortuni.

3) LE STRISCE PEDONALI NON SONO UN OPTIONAL. Rispettare il codice della strada è fondamentale, anche quando si utilizza il telefonino in giro per la città. E' bene quindi attraversare solo sulle strisce pedonali, rispettare la segnaletica verticale e orizzontale, facendo attenzione ai mezzi e ai pedoni.

4) IMPORSI DELLE REGOLE. Per esempio stabilire degli orari in cui siamo offline, cambiare la prospettiva scegliendo le cose veramente importanti o dedicare ogni giorno 10 minuti a gesti come camminare in un parco senza le interferenze della tecnologia.

5) FARSI DA PARTE. Se non si può proprio fare a meno di guardare lo smartphone durante una passeggiata, è auspicabile farsi da parte per non intralciare il traffico.

20 luglio 2016 ADNKronos
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