Salute

Salute: acido folico alleato future mamme, -70% rischi malformazioni bebè

Esperti all'Expo ne hanno sottolineato importanza in workshop ministero Salute

Roma, 28 lug. (AdnKronos Salute) - Nella dieta delle future mamme non può mancare l'acido folico, il primo, importante regalo da fare al bebè. Assumere questa sostanza, infatti, riduce del 70% il rischio di alcune malformazioni del bambino. L'importanza di questa vitamina è stata sottolineata da Paolo Salerno, ricercatore del Centro nazionale malattie rare dell’Istituto superiore di sanità, nel corso di un workshop organizzato dal ministero della Salute ieri all'Expo a Milano, una delle iniziative per la promozione di una corretta alimentazione in gravidanza.

L'acido folico è una vitamina del gruppo B ancora poco conosciuta e poco utilizzata. Basta assumerne 0,4 milligrammi al giorno (4-5 mg per chi presenta fattori di rischio) da un mese prima fino a 3 mesi dopo il concepimento. La carenza di vitamina B9 infatti è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo nel neonato di gravi malformazioni del sistema nervoso centrale, tra cui la spina bifida, la più nota. L'insufficiente apporto di folati può anche favorire ritardo di crescita intrauterina, parto prematuro, lesioni placentari.

In gravidanza, sottolinea l'esperto, il fabbisogno di questa vitamina aumenta e non basta un'alimentazione corretta, ricca di frutta e verdura come arance, fragole, kiwi, ma anche carciofi, asparagi, indivia, bieta e broccoli, come è sufficiente in altre fasi della vita. Per evitare rischi per la salute e lo sviluppo del nascituro, l'acido folico va dunque integrato: la vitamina si trova in farmacia ed è rimborsabile dal Ssn.

Lo sviluppo delle strutture embrionali da cui si formeranno il cervello e il midollo spinale del feto, si completa appena 28 giorni dopo il concepimento, quando spesso la donna ancora non sa di essere in gravidanza: da qui l'importanza della prevenzione e l'indicazione ad assumere acido folico almeno un mese prima del concepimento e fino a tutto il primo trimestre di gravidanza.

In Italia, secondo le ultime indagini, le donne consapevoli del ruolo dell'acido folico nella prevenzione primaria delle malformazioni congenite e che lo assumono nei tempi e nei dosaggi raccomandati sono 3 su 10. Se si considerano le straniere che vivono nel nostro Paese, solo il 4-6% assume la giusta dose di questa vitamina. La proporzione, dunque, cambia sensibilmente e diventa di circa 0,6 donne su 10.

Dati poco rosei. Perciò il Centro nazionale malattie rare dell’Iss ha prodotto l’opuscolo multilingue 'Acido Folico. Un concentrato di protezione per il figlio che verrà', per diffondere informazioni adeguate sui rischi che la carenza di folati nella dieta della futura mamma può comportare per il bambino. L’iniziativa punta a raggiungere anche le minoranze etnico-linguistiche presenti in Italia. Per la prima volta infatti il depliant è stato tradotto in 10 lingue: oltre a tedesco, inglese, francese e spagnolo, le raccomandazioni sono formulate anche in albanese, arabo, cinese, portoghese, romeno e russo.

Tre le raccomandazioni dell'opuscolo:

1. Per qualunque donna in età fertile è raccomandata una dieta equilibrata e ricca di folati.

2. L'azione preventiva della vitamina si realizza solo se questa viene presa in tempo: almeno 30 giorni prima che inizi la gravidanza e per i tre mesi successivi.

3. Nelle donne che presentano riconosciuti fattori di rischio (come un precedente figlio con patologie congenite, diabete o epilessia) l'assunzione della vitamina è particolarmente importante. In questi casi è raccomandato un dosaggio di 4-5 mg al giorno.

28 luglio 2015 ADNKronos
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