Salute

Ricerca: un campione di saliva per misurare il rischio di morte

Studio Gb ha studiato la presenza di un tipo particolare di anticorpi nei pensionati

Milano, 24 dic. (AdnKronos Salute) - Potrebbe bastare un test della saliva per sapere quanto resta da vivere a un pensionato, secondo una ricerca inglese pubblicata su 'Plos One'. Gli scienziati hanno infatti scoperto che la presenza di un particolare tipo di anticorpi, le immunoglobuline A (lgA), potrebbe essere un indicatore precoce di rischio. In particolare, a basse quantità di lgA corrisponderebbe una più alta probabilità di morte. Indagini più approfondite sulle cause del decesso hanno rivelato l'esistenza di un legame con la mortalità per cancro, in particolare per i tumori non respiratori.

I ricercatori dell'università di Birmingham che hanno condotto lo studio, ripreso dal 'Mirror', ritengono che il campione di saliva sia meno invasivo rispetto al prelievo di sangue e possa essere utilizzato anche come 'spia' di salute generale durante i normali check-up. Hanno preso parte al lavoro 639 scozzesi con un'età di 63 anni al momento del prelievo, avvenuto nel 1995. Dopo aver misurato i livelli di IgA, è stato monitorato il tasso di mortalità nei 19 anni seguenti. Le immunoglobuline sono secrete dai globuli bianchi, cellule chiave dei naturali meccanismi di difesa dell'organismo contro le infezioni.

"Ci sono una serie di fattori che possono influenzare la produzione corretta degli anticorpi e il mantenimento dei loro livelli - spiega Anna Phillips dell'università di Birmingham - Ce ne sono alcuni sui quali non abbiamo controllo come età, ereditarietà o malattie, ma anche il nostro stato generale di salute può avere un impatto su questi tassi: stress, dieta, attività fisica, alcol e fumo possono influenzare i livelli". Resta da capire "come usare i campioni di saliva durante i check-up, così come quale tasso di secrezione sia da considerare per quello che noi chiamiamo livello di protezione".

"Quello che possiamo dire con certezza - conclude l'esperta - è che livelli estremamente bassi di IgA sono un utile indicatore precoce del rischio". Secondo il gruppo di ricerca, il passo successivo è uno studio più ampio, per indagare il legame tra malattie infettive e lo sviluppo di patologie progressive come il cancro, per garantire una maggiore comprensione dei meccanismi alla base dell'associazione trovata nello studio.

24 dicembre 2015 ADNKronos
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