Salute

Ricerca: mummie smentiscono cardiologi, aterosclerosi già in antichi Egizi

Finora era considerata una malattia moderna, contrordine da specialisti di tutto il pianeta

Milano, 1 set. (AdnKronos Salute) - Quello che sapevamo sull'aterosclerosi viene messo in discussione dalle mummie. La malattia cardiovascolare, che è una delle principali cause di morte nel mondo, non è legata solo alle conseguenze della vita moderna (obesità, vita sedentaria, fumo e cattiva alimentazione) come si pensava, ma era già presente nell'antichità. Già tra gli antichi Egizi.

La scoperta - riportata dal 'Guardian' - si deve a Greg Thomas dell'università della California e Adel Allam dell'ateneo del Cairo, due cardiologi che nel 2008 visitarono il Museo egizio della città delle piramidi scoprendo che il faraone Merneptah, morto oltre 3.000 anni fa, secondo la descrizione risultava affetto da aterosclerosi. I due pensarono a un errore e, spinti da curiosità, riuscirono a ottenere il permesso per la scansione tridimensionale ai raggi X di alcune mummie. E dovettero ricredersi.

Da allora una dozzina di ricercatori di tutto il mondo ha analizzato oltre 130 corpi di diverse aree geografiche in quello conosciuto come 'studio Horus', evidenziando come l'inspessimento delle arterie fosse presente già millenni fa - in percentuali simili a quelle registrate nella società moderna, pari a circa il 40% - nelle popolazioni di tutto il pianeta. Dall'Egitto al Perù, dalla Mongolia alle Americhe, fino alle isole più remote del Pacifico.

L'ipotesi più accreditata, secondo il gruppo di studio, è che nell'antichità la presenza di infiammazioni croniche indebolisse il sistema cardiocircolatorio. Altro fattore di rischio sarebbero stati i fuochi utilizzati per cucinare, scaldarsi o per l'illuminazione.

In questo momento, tuttavia, mancano le risposte definitive sulle cause. Ottimista Thomas: "Penso che ci sia qualcosa che ci eravamo persi e che potrebbe cambiare la nostra conoscenza della malattia - commenta - Sono entusiasta, possiamo davvero fare la differenza".

Si tratta infatti di una ricerca in divenire: negli ultimi due anni gli scienziati sono stati nella foresta boliviana per scansionare i membri della tribù Tsimane, un popolo di raccoglitori e cacciatori tuttora esistente. In questo momento il gruppo di studio sta invece analizzando i cadaveri rivenuti in Mongolia, poi sarà la volta delle mummie del Museo Neues di Berlino. Tutte popolazioni con uno stile di vita simile, in cui si andrà a misurare la presenza di aterosclerosi.

1 settembre 2015 ADNKronos
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