Salute

Ricerca: memoria addio per 'effetto Google', 90% ha amnesie digitali

Roma, 16 lug. (AdnKronos Salute) - E' finita l'era dei cervelli dalla memoria prodigiosa, stile Pico della Mirandola. Complice la tecnologia 'user friendly', ormai tendiamo a dimenticare numeri di telefono, indirizzi e perfino compleanni, certi di poter contare su un aiutino digitale. E' l'effetto Google, che moltiplica le informazioni e ci spinge ad archiviarle su un 'disco di memoria temporanea', che si resetta in poco tempo. Così si finisce per avere, quando va bene, solo un vago ricordo di cose che un tempo si conoscevano a menadito. A interrogarsi sull'effetto Google e sulla tecnologia che rende stupidi è un'analisi sull'Independent, forte dei dati di alcuni studi in materia.

Stando alla ricerca del Kaspersky Lab, il 90% degli utenti di device tecnologici soffre di amnesia digitale: oltre il 70% non conosce a memoria il numero di telefono dei figli e il 49% quello del partner. Tanto c'è la rubrica sul telefonino (e sulla chat), e basta un click per trovare ciò che serve. Solo chi è cresciuto nell'era archeologica del telefono a cornetta ricorda ancora i numeri di casa degli amici dell'epoca: secondo i ricercatori, ormai siamo certi che le risposte che ci servono arriveranno in un click, e tutto sommato siamo felici di trattare il web come una sorta di memoria esterna.

La buona notizia, stando almeno a Maria Wimber dell'University of Birmingham, è che Internet ha semplicemente cambiato il nostro modo di gestire e conservare le informazioni. Insomma, l'effetto Google non ci rende più stupidi, ma "più bravi a ricordare dove cercare alcune informazioni". E "non memorizziamo più i dati come facevamo un tempo, perché sappiamo che Internet sa tutto". Una conclusione simile a quella di Betsy Sparrow della Columbia University: "La nostra mente ricorre a internet in modo molto simile a quello con cui ricorriamo alla memoria di un amico, un familiare o un collega".

Insomma, memorizziamo molto meno di un tempo, "ma ricordiamo piuttosto bene dove l'informazione può essere trovata". Un effetto che sembra estendersi anche alle immagini. Uno studio della Fairfield University di qualche anno fa mostrava, infatti, che fare fotografie riduce i nostri ricordi delle immagini viste. Un elemento interessante, nell'epoca dei selfie. I ricercatori hanno notato che, dopo una visita al museo, chi aveva fatto foto ricordava meno oggetti e meno dettagli di chi si era limitato ad osservare.

Ma allora il web e le tecnologie digitali ci rendono più stupidi o distratti? Secondo l'antropologa Genevieve Bell, vice presidente di Intel, la riposta è no.

La tecnologia ci "aiuta a vivere in modo più smart. Essere in grado di creare una domanda ben posta è un atto di intelligenza, come la velocità nell'estrarre l'informazione e nell'identificare l'app che ci aiuta ad ottenerla".

Di parere opposto Andrew Keen, autore di 'The Internet is Not the Answer', secondo cui si è perso allenamento e rigore mentale. "Le menti sono in qualche modo più flaccide", avverte, un po' come un muscolo non allenato. E tutto questo per colpa della vita sui social media. Insomma, il dibattito è aperto. Anche sul web.

16 luglio 2015 ADNKronos
Ora in Edicola
Scopri il mondo Focus. Ogni mese in edicola potrai scegliere la rivista che più di appassiona. Focus il magazine di divulgazione scientifica più letto in Italia, Focus Storia per conoscere la storia in modo nuovo ed avvincente e Focus Domande & Risposte per chi ama l'intrattenimento curioso e intelligente.

Focus Storia ci porta indietro al 1914, l'anno fatale che segnò l'inizio della Prima Guerra Mondiale. Attraverso un'analisi dettagliata degli eventi, delle alleanze politiche e degli imperi coloniali, la rivista ricostruisce il contesto storico che portò al conflitto.

Scopriremo le previsioni sbagliate, le ambiguità e il gioco mortale delle alleanze che contribuirono a scatenare la guerra. Un focus sulle forze in campo nel 1914 ci mostrerà l'Europa divisa in due blocchi pronti allo scontro, mentre un'analisi delle conseguenze della pace di Versailles ci spiegherà perché non durò a lungo.

Non mancano le storie affascinanti come quella di Agnès Sorel, amante di Carlo VII, e di Moshe Feldenkrais, inventore dell'omonimo metodo terapeutico. Un viaggio nell'arte ci porterà alla scoperta della Street Art e della Pop Art nel nuovo JMuseo di Jesolo, mentre uno sguardo alla scienza ci farà conoscere le scienziate che non hanno avuto i meritati riconoscimenti.

ABBONATI A 29,90€

Focus si immerge nel Mediterraneo con un dossier speciale: un ecosistema minacciato, ma ricco di biodiversità e aree marine protette cruciali. Scopriremo l'importanza della Posidonia oceanica e le minacce alla salute del mare.

La rivista esplora anche scienza e tecnologia, svelando i segreti dei papiri di Ercolano e portandoci dietro le quinte del supercomputer Leonardo. Un viaggio nell'archeoastronomia e un'inchiesta sul ruolo del tatto nella società umana arricchiscono il numero.

Non mancano approfondimenti sulla salute, con un focus sull'Alzheimer e consigli per migliorare il sonno. La tecnologia è protagonista con uno sguardo al futuro dei gasdotti italiani e alle innovazioni nel campo delle infrastrutture. Infine, uno sguardo all'affascinante mondo dell'upupa.

ABBONATI A 31,90€
Follow us