Scienza

Ricerca: Lav, Italia in Ue dica stop a test su chimici su animali

Il 4 febbraio la Commissione si esprime su modifica regolamento 'Reach'

Roma, 2 feb. (AdnKronos Salute) - L'Italia voti a favore del passaggio a metodi sostitutivi della sperimentazione animale, attualmente disponibili e validati, come previsto dalla norma europea in materia. Lo chiede la Lav, ricordando che il 4 febbraio la Commissione europea voterà una modifica al regolamento 'Reach', in relazione ai test richiesti per la sensibilizzazione cutanea alle sostanze chimiche (colle, coloranti, materiali plastici, conservanti, stabilizzanti, detergenti). Un'occasione per cambiare rotta, esorta l'associazione animalista, salvando la vita a 200 mila topi.

Al momento, infatti, il metodo di riferimento per tale procedura - ricorda la Lega antivivisezione - è il mouse Local Lymph Node Assay (Llna), che prevede lunghe e dolorose sperimentazioni sugli animali vivi. Recentemente, però, sono stati messi a punto metodi di rilevamento accurati che non prevedono l'impiego di animali ma una strategia integrata di 2-3 test in vitro, che rilevano meccanismi di sensibilizzazione cutanea attraverso sistemi cellulari e molecolari. Tali metodi sono stati validati dall'European centre validation alternative methods (Ecvam), e indicati come metodi capaci di sostituire completamente il ricorso agli animali dall'Organisation for economic cooperation and development (Oecd).

In base alle statistiche riportate dalla Commissione europea, entro il 2018 il 35% delle 25 mila sostanze chimiche registrate richiederà il test di sensibilizzazione cutanea. Quindi - sottolinea ancora la Lav - il voto del 4 febbraio farà letteralmente la differenza, tra la vita o la morte, per più di 200 mila topi. Gli Stati membri dell'Ue hanno avuto l'opportunità di sostenere e promuovere questi metodi sostitutivi durante l'ultima riunione della Commissione relativa al Reach, svoltasi nel dicembre 2015. In quell'occasione, tuttavia, il voto è stato rinviato per l'opposizione di alcuni Paesi rispetto all'abbandono del test di riferimento convenzionale.

Questa posizione - protesta l'associazione - è in totale contrasto con quanto previsto dagli articoli 4 e 13 della Direttiva vigente in materia di sperimentazione, la 2010/63UE, che richiede obbligatoriamente il ricorso al metodo non animale validato, non appena questo si renda disponibile. Tale principio normativo viene inoltre ribadito a livello europeo nella recente sentenza dell'Ombudsman, che ha dichiarato per i Paesi Ue l'obbligo legislativo di evitare inutili test su animali.

La Lav, in rappresentanza degli oltre 50 mila propri sostenitori, ma anche dell'80,7% dei cittadini italiani contrari alla vivisezione (dati Eurispes 2016), ha chiesto ai ministeri dell'Ambiente, dello Sviluppo economico e della Salute che il nostro Paese voti, senza ulteriori ritardi, a favore del modello alternativo all'uso di animali, per i test di sensibilizzazione cutanea: un atto dovuto, per ragioni politiche, legislative e morali.

A causa della sperimentazione animale, purtroppo, da decenni - conclude la Lav - vengono immesse sul mercato sostanze dannose e tossiche per l'uomo e per gli ecosistemi. Garantendo il ricorso ai modelli scientifici alternativi, la Commissione Reach permetterà anche lo sviluppo di innovative tecnologie e migliorerà la qualità delle informazioni sulle sostanze chimiche, tutelando in questo modo la salute dei cittadini europei, che vi sono quotidianamente esposti.

2 febbraio 2016 ADNKronos
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