Salute

Perché quando siamo raffreddati non sentiamo i sapori?

Quando siamo raffreddati la lingua non può inviare le informazioni al cervello. E il cibo non sa di nulla!

Quando si ha il raffreddore la saliva diventa più “densa” e rende difficile il passaggio delle informazioni chimiche date dai cibi. Per assaporare ciò che si mangia, infatti, le sostanze chimiche presenti negli alimenti devono venire a contatto con i recettori del gusto presenti sulla lingua (circa 9 milioni).

Focus D&R n. 59
L'articolo è tratto da un numero di Focus Domande & Risposte pubblicato in passato. Scopri il nuovo Focus D&R in edicola (n° 59). © Focus Domande e Risposte

Trasmissioni. Questi recettori trasformano le informazioni contenute nel cibo in energia elettrochimica inviata al cervello, che la decodifica: ad esempio, un alimento piccante stimola i recettori dolorifici, che permettono di avvertire la sensazione pungente e forte dell’alimento.

Quando però si è raffreddati, tutti i prodotti delle ghiandole che lubrificano le vie respiratorie, compresa la saliva, si addensano e rendono difficili i passaggi di informazioni tramite la lingua, anche se le papille gustative funzionano.

Gusti a zona. La lingua, poi, ha quattro aree specializzate nel riconoscimento di gusti differenti: quella posteriore avverte sapori amari e acidi; quelle laterali e l’anteriore, il salato; la punta, il dolce.

Nella parte posteriore della faringe, poi, ci sono i recettori dell’umami (dal giapponese: “delizioso”), un quinto gusto stimolato dal glutammato, ingrediente principale degli esaltatori di sapidità, presente soprattutto nei dadi da cucina.

1 gennaio 2019 Focus Domande e Risposte
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