Quanti tipi di allergie esistono?

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Un test percutaneo è indicato soprattutto per individuare l‘agente scatenante delle allergie da contatto. Foto: © Alex Raths/iStock/Thinkstock

I medici dividono le allergie in quattro tipi, secondo una classificazione basata sui meccanismi immunitari coinvolti.

Il Tipo I comprende le allergie “classiche” come raffreddore da fieno, asma allergica e orticaria. Caratteristico, in questi casi, è il coinvolgimento di immunoglobuline della classe E (IgE). L’organismo reagisce nel giro di qualche secondo o minuto a una sostanza irritante, motivo per cui i medici parlano anche di Tipo immediato.

Nel Tipo II il sistema immunitario attacca le cellule del corpo. Di solito in questo caso gli allergeni sono medicinali (per esempio analgesici o antibiotici). Le sostanze si agganciano a globuli del sangue o a piastrine. Al complesso risultante si attaccano a loro volta gli anticorpi, dando via libera alla distruzione delle cellule. Una conseguenza tra le altre è l’anemia.

Il Tipo III è contraddistinto dai cosiddetti immunocomplessi, costituiti da allergeni e anticorpi, che si attaccano alle pareti interne dei vasi sanguigni producendo infiammazioni. Di questa categoria fa parte il cosiddetto “polmone del contadino”, causato da spore di muffe che infiammano gli alveoli.

Le allergie di tipo IV vengono scatenate da cellule T sensibilizzate. Il nichel, il cromo o alcuni componenti contenuti nella plastica penetrano nella pelle e si legano a sostanze e cellule del corpo. Le cellule T individuano questi agglomerati e li combattono secernendo messaggeri chimici che attirano fagociti. La reazione più nota di questo tipo è l’eczema da contatto, uno sfogo sulla pelle che provoca forte prurito.

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06 Maggio 2014