Quali sono gli alberi migliori per le città?

Sono un prezioso capitale nell'ambiente urbano: assorbono lo smog e migliorano il benessere fisico e psicologico. Alcune specie, però, sono più efficienti di altre.

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Il ginko biloba: bello a vedersi, ma poco efficiente contro lo smog. Guarda l'albero di Ginkgo dalle foglie d'oro

Rinfrescano le strade, ripuliscono l’aria, rendono più piacevole uscire e camminare: gli alberi sono utili alleati nell’ambiente cittadino. Alcuni più, alcuni meno, però.

 

Un articolo su Science richiama l’attenzione sul verde urbano come prezioso capitale naturale, riassume i vantaggi in chiave ecologista della presenza degli alberi, e fa anche una specie di classifica dei più o meno validi sotto vari punti di vista.

 

Platano autopulente. Innanzitutto, alcune specie resistono meglio di altre all’inquinamento cittadino, e hanno quindi maggiori chance di prosperare e svolgere la loro funzione. Per esempio, il platano, uno degli alberi più comuni a fiancheggiare le strade, ha un’innata capacità di fronteggiare l’inquinamento con un meccanismo di auto-pulitura: perde e ricambia la corteccia.

 

In generale, secondo stime delle Nazioni Unite, gli alberi cittadini possono rinfrescare le città tra 2 e 8 °C, e  ridurre del 30 per cento l’uso di aria condizionata. Un grande albero può assorbire 150 chili di anidride carbonica l’anno, e filtrare le sostanze inquinanti sospese nell’aria, in particolare le polveri sottili.

Tra i migliori alberi contro l’inquinamento da polveri sottili c'è la magnolia.

i migliori Antismog. Come agenti anti-inquinamento ci sono però specie più “attive” di altre. Uno studio svolto da ricercatori cinesi ha per esempio osservato che l’efficienza nel rimuovere le particelle di polveri sottili dall’aria di Pechino può variare fino a 14 volte. A influenzare questa capacità sono vari fattori, dalla superficie delle foglie alla quantità di chioma alla forma e all’altezza dell’albero.

 

I migliori contro l’inquinamento da polveri sottili si sono rivelati l’olmo, la magnolia, e il frassino. Anche le viti rampicanti svolgono abbastanza bene questo compito, dato che secondo l’articolo andrebbe tenuto in considerazione nella progettazione di muri e coperture verdi in città.

 

Poco efficienti nella rimozione dall’aria del particolato, anche se molto resistente allo smog, si è invece dimostrata una specie come il ginkgo, presente nei parchi e viali di molte città. Anche il tiglio è in fondo alla classifica.

 

Sempre attivi. In genere le piante più basse, sono più efficaci contro lo smog, ma contano anche altri fattori: i sempreverdi, a differenza delle specie decidue, possono svolgere il compito in tutte le stagioni. Da questo punto di vista, in alcuni studi hanno dimostrato buone performance le conifere che si trovano in parchi e città del nord Europa.

 

Medicine risparmiate. Gli alberi in città non fanno bene solo all’ambiente, ma anche alla salute, fisica e mentale. Uno studio - spesso citato - sull’influenza positiva degli alberi è stato svolto a Toronto in Canada: negli isolati cittadini con almeno dieci alberi, i residenti si percepiscono come più giovani e in salute, e hanno una maggiore incidenza di malattie cardiovascolari rispetto ai quartieri dove c’è poco o niente verde. Secondo le stime dello stesso studio, dieci alberi equivalgono a 10mila dollari risparmiati per famiglia in spese per la salute.

 

Un’altra ricerca condotta a Londra ha evidenziato che le aree con i più alti tassi di prescrizioni di antidepressivi e presenza di fumatori sono anche quelli con meno strade alberate.

Alberi a Manhattan. | David Grossman/Alamy/IPA

Lo svantaggio delle allergie. Un possibile svantaggio dato dagli alberi in città e che possono essere fonte di allergie. Tra i pollini più allergenici ci sono quelli del faggio, della betulla, del cipresso, del platano.

 

Non solo: c’è da tenere conto che alcune specie sono forti emettitrici di sostanze associate alla formazione dell’ozono, i cosiddetti composti organici volatili biogenici, cui viene dedicata sempre crescente attenzione nello studio delle influenze sulle proprietà chimiche e fisiche dell’atmosfera. Tra i peggiori da questo punto di vista ci sono il pioppo, la quercia, la robinia, e l’acero sicomoro.

 

i-albero. Un database online, i-Tree , sviluppato dal servizio forestale negli Stati Uniti, contiene diversi algoritmi e strumenti per calcolare e quantificare il “servizio ambientale” svolto dagli alberi, tenendo conto delle numerose variabili in gioco. Insomma, per aiutare chi decide nella scelta di quelli giusti da piantare.

06 Maggio 2017 | Chiara Palmerini