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Psicologia: 2 su 3 postano bugie su social network, a rischio salute mentale

Roma, 30 dic. (AdnKronos Salute) - Mentire su Facebook è un'abitudine comune fra chi usa il social network più celebre del mondo. Ma postando false informazioni o commenti si aumenta il rischio di problemi di memoria e anche di insorgenza di paranoie, soprattutto nelle persone già vulnerabili e predisposte. Un sondaggio ha rilevato che i due terzi degli utenti di 'reti sociali' su Internet distorcono la verità sul proprio profilo online: si va da piccole bugie sull'età, fino a 'fantasie' molto più grandi, come relazioni amorose o vacanze totalmente inventate, corredate spesso di foto montate ad arte. Tanto che un quinto dei giovani tra i 18 e 24 anni ammette che il proprio profilo Fb non reca alcuna somiglianza con ciò sono nella realtà.

 

Ma la menzogna, alla lunga, può causare affaticamento, quando si tenta di tenere il passo con le bugie raccontate o bisogna vivere all'altezza del proprio 'alter ego' fittizio. Secondo la survey del sito Pencourage, ad esempio, 3 utenti su 10 dicono di avere difficoltà per essersi dati un'immagine completamente diversa in Rete. E, in più, le bugie possono mescolarsi con la realtà nella memoria delle persone: un utente su 6 nel sondaggio ha spiegato di avere ricordi confusi riguardo cosa sia vero e cosa no, rispetto agli eventi descritti sul loro profilo social.

 

Lo psicologo Richard Sherry, interpellato dall'Independent online, evidenzia che "il desiderio di presentare la migliore versione di se stessi è comprensibile, ma può portare a gravi problemi. Il lato oscuro di questo conformismo sociale arriva quando perdiamo noi stessi o neghiamo ciò che autenticamente siamo, a un livello in cui a volte non ci riconosciamo più".

 

"Quando questo comincia ad accadere - avverte l'esperto - prendono vita sentimenti di colpa e disgusto verso noi stessi, che possono creare una trappola cognitiva di alienazione e anche un senso di distacco e di paranoia". Piccole bugie innocue sì, dunque, ma mai esagerare: a rischiare è la salute mentale.

 

30 dicembre 2014 | ADNKronos