Salute

Procrastinare fa male alla salute?

La tendenza a procrastinare è collegata a più alti livelli di ansia, insonnia, depressione che si manifestano vari mesi più tardi. Ma è un'abitudine che si può cambiare.

Cinque minuti e poi inizio (ma prima un'ultima telefonata, uno scroll di Instagram, uno spuntino...): quante volte lo pensiamo nell'arco della giornata? Procrastinare è umano, ma a certi livelli potrebbe comportare problemi più seri di una semplice scadenza "bucata". In base a uno studio di recente pubblicato su JAMA Network Open, l'abitudine a procrastinare sarebbe infatti associata a un rischio maggiore di cattiva salute mentale e fisica.

Che cosa viene prima? Già diversi lavori in passato hanno trovato un collegamento tra il rimandare i compiti importanti e vari acciacchi di salute o uno stile di vita non ottimale, per esempio perché a furia di procrastinare si spostano in là nel tempo esami medici necessari.

Ma queste ricerche non rispondevano a una domanda importante? La tendenza a procrastinare è la causa di una cattiva salute fisica e mentale (perché si è troppo pigri per prendersi cura di sé)? O piuttosto ne è la conseguenza, perché condizioni debilitanti come la depressione azzerano energia e spirito di iniziativa?

Un segnale da non trascurare. Per rispondere a questa domanda, il nuovo studio ha seguito un nutrito gruppo di volontari nel tempo, prendendo misurazioni dei parametri osservati varie volte nel corso dei mesi. Un team di scienziati del Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia) ha reclutato 3.525 studenti di otto Università svedesi e indagato sia la loro tendenza a procrastinare che le loro condizioni di salute attraverso questionari sottoposti ogni tre mesi per un anno. È emerso così che chi tra gli studenti manifestava maggiore tendenza a procrastinare ha accusato, nove mesi più tardi, anche sintomi più evidenti di depressione, ansia e stress.

Non solo: i procrastinatori hanno anche riferito più spesso problemi come dolore invalidante alle spalle o alle braccia, cattiva qualità del sonno, solitudine e difficoltà finanziarie, e questo a parità di altri fattori che possono determinare una cattiva salute fisica o mentale.

Benché anche in questo caso non si possa essere certi che procrastinare sia la causa diretta di questi problemi, se non altro è più evidente che è un campanello di allarme di futuri problemi di salute. Lo studio ha infatti osservato che questa tendenza si manifesta prima delle condizioni fisiche e mentali riferite dai volontari.

Come intervenire? La buona notizia è che questa dannosa - se troppo radicata - abitudine può essere affrontata, per esempio attraverso la terapia cognitivo-comportamentale (un tipo di psicoterapia) che sembra ridurne l'occorrenza.

Infatti gli interventi di questo tipo aiutano a suddividere i compiti in obiettivi più piccoli e più raggiungibili, a gestire meglio le occasioni di distrazione e a proseguire nel lavoro nonostante eventuali emozioni negative. Piccoli cambiamenti che nel tempo possono dare frutto, e contribuire a farci stare meglio.

25 gennaio 2023 Elisabetta Intini
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