Più pesce, meno Alzheimer

Una dieta ricca di frutti di mare difende da malattie neurologiche dell'età avanzata.

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Un'altra conferma che una dieta ricca di pesce fa bene alla salute. Pesce e frutti di mare, infatti, contengono acidi grassi polinsaturi, a differenza della carne (specie quella di allevamento), ricca di acidi grassi saturi. E i primi non favoriscono l'aumento di colesterolo nel sangue e sembra combattano lievi stati depressivi. Uno studio dell'università di Bordeaux ha concluso che una dieta di pesce ritarda l'insorgere di problemi psicologici negli anziani, come la demenza senile e il morbo di Alzheimer.

La ricerca, durata oltre sette anni, ha seguito la vita e la dieta di oltre 1600 pazienti di età oltre 68 anni. Dopo una serie di visite di controllo, anche da parte del neurologo, i risultati sono stati chiarissimi: che si nutre almeno una volta alla settimana di pesce e frutti di mare ha meno probabilità di sviluppare malattie neurologiche classiche dell'età avanzata, come appunto la demenza senile e il morbo di Alzheimer.

In questa statistica è stata presa in considerazione anche l'educazione, e sembra che le persone con un titolo di studio superiore abbiano più attitudine a mangiare pesce, con conseguente diminuzione del rischio di sviluppo di malattie neurologiche. Secondo i ricercatori gli acidi grassi polinsaturi diminuiscono l'infiammazione cerebrale e potrebbero avere un ruolo specifico nello sviluppo e rigenerazione delle cellule nervose.

(Notizia aggiornata al 8 novembre 2002)

30 Ottobre 2002