Più duro è il boccone, più dimagrisci

I cibi più difficili da masticare, come la verdura cruda (o una bistecca venuta male) stimolano il senso di sazietà e contribuiscono a ridurre l'apporto calorico di ogni pasto.

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Un po' dura da masticare, ma amica della nostra forma fisica. Photo: Cyn 74, Flickr

Una fettina "tenera" come una suola di scarpa potrà non ispirare appetito, ma almeno non graverà sulla linea. Secondo una ricerca appena pubblicata su Plos One, la consistenza dei cibi giocherebbe un ruolo chiave nel regolare l'assunzione giornaliera di calorie: consumare alimenti meno teneri potrebbe contribuire a tenere alla larga la ciccia.

Una piaga dilagante
Lo studio svizzero-olandese è stato ispirato da un problema reale e in continuo aumento: la diffusione dell'obesità che dagli anni '80, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, sarebbe quasi raddoppiata a causa dell'aumento di vendite di cibi processati e bevande zuccherine, complice la diffusione dei fast food.

Per capire come la componente tattile del cibo influisca sul nostro modo di mangiare i ricercatori hanno sottoposto 50 volontari sui 20 anni a due giorni di pasti "monitorati" in laboratorio: a pranzo, un hamburger con un contorno di riso e verdure, a cena un piatto di noodles con pollo e verdure. In uno dei due pranzi sono stati serviti un hamburger morbido con ortaggi bolliti; nell'altro un hamburger più duro con verdure crude.

Sazietà precoce
I volontari potevano consumare quantità di cibo a piacere ad ogni pasto. Nel giorno in cui le pietanze del pranzo erano più dure e difficili da mangiare, i bocconi si sono fatti più piccoli e la masticazione più laboriosa, e i soggetti hanno ingerito in media 90 calorie in meno rispetto ai pranzi più "soffici". Un apporto energetico inferiore del 13%, che non ha però modificato la quantità di cibo assunta a cena: il pranzo meno calorico non ha portato i volontari ad abbuffarsi di noodles al pasto successivo.

Il minore bisogno di cibo potrebbe essere collegato al fatto che una masticazione prolungata sembra stimolare gli ormoni coinvolti nella regolazione dell'appetito, come sostenuto in studi precedenti (e dal senso comune).

Intervenendo sulla consistenza delle pietanze, sembra suggerire lo studio, è possibile indurre chi è già in sovrappeso a mangiare meno. Senza contare che consumare alimenti - in particolare ortaggi - crudi significa assumerne gli elementi nutritivi in forma inalterata, e senza grassi aggiunti.

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07 Aprile 2014 | Elisabetta Intini