Salute

Perché il senso dell'olfatto peggiora con l'età

Non è solo suggestione: l'invecchiamento dei mammiferi si accompagna a un effettivo deterioramento dell'odorato. Uno studio sulle cellule nervose dei topi ha chiarito le cause.

Con l'avanzare dell'età spesso cala la vista, ma con l'olfatto non va meglio: può capitare di accorgersi che gli odori non sono percepiti con l'efficienza di un tempo. In parte, i motivi sono noti: nei mammiferi la produzione di nuovi neuroni (neurogenesi) è soprattutto confinata alla prima infanzia, e prosegue in età adulta solo in alcune regioni cerebrali. I neuroni olfattivi fanno eccezione, poiché si sviluppano da cellule staminali in più fasi intermedie. La produzione di neuroni per i bulbi olfattivi, la parte del sistema nervoso che per prima raccoglie gli stimoli odorosi, continua per l'intera vita di un individuo.

Seguite in diretta. I ricercatori dell'Helmholtz Zentrum di Monaco e dell'University Medical Centre Mainz, in Germania, hanno seguito lo sviluppo delle staminali nel cervello di topo per chiarire in che punto della catena di produzione si formino gli intoppi responsabili della diminuita sensibilità.

Il team ha conferito alle singole cellule staminali e ai loro discendenti (chiamati "cloni") specifici colori, in modo che ogni linea cellulare fosse chiaramente identificabile dalla propria tonalità. In un successivo passaggio, sono stati confrontati staminali e cloni di cervelli di topo giovani e anziani, per vedere quale fosse il contributo di queste cellule alla neurogenesi di neuroni olfattivi maturi.

Alle origini del problema. La grande quantità di dati è stata data in pasto a un sistema di intelligenza artificiale, che ha così concluso: l'abilità dei neuroni olfattivi di autorinnovarsi cala con l'età, soprattutto per le defaillance di una popolazione di cellule detta "di amplificazione e transito", che costituisce una tappa intermedia tra le staminali indifferenziate e i neuroni specializzati finali. Nei topi anziani ci sono meno cellule staminali che si differenziano in neuroni olfattivi, e allo stesso tempo una più elevata quiescenza delle staminali, che tendono a rimanere tali più a lungo, anziché adoperarsi per maturare. Quasi come fossero "impigrite".

5 gennaio 2019 Elisabetta Intini
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