Perché la nostra pelle non perde liquidi?

A parte il sudore, gli altri liquidi (sangue e acqua) rimangono "sigillati" all'interno dei vari strati. Eppure perdiamo milioni di cellule di epidermide ogni giorno. Come mai non ci sono infiltrazioni?

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E se - sudore a parte - perdessimo liquidi "dall'interno"?|Shutterstock

La nostra pelle potrà anche tradirci qualche volta (con il classico brufolo prima di un colloquio), ma di certo non lascia passare indiscriminatamente sangue e liquidi come fosse un sacchetto bucato. Eppure sappiamo che questo tessuto si rinnova in continuazione: ogni minuto, 30 mila cellule dell'epidermide muoiono per essere sostituite da nuove, e ogni 3-4 settimane cambiamo completamente questo strato superficiale della pelle. Come è possibile?

 

La risposta è arrivata nel 2016 da uno studio dell'Imperial College London: le cellule della pelle sono organizzate secondo una conformazione geometrica che le tiene adese come fossero incollate, e permette allo stesso tempo la loro continua sostituzione.

 

Cellule di pelle umana al microscopio a fluorescenza. | Shutterstock

Da vicino. Con una tecnica chiamata microscopia confocale, gli scienziati hanno esaminato lo strato granuloso dell'epidermide dei topi, uno dei cinque strati cellulari che compongono la parte esterna della pelle. Questo strato - quello centrale dei cinque - ha un ruolo chiave nei meccanismi di rinnovamento cellulare.

 

Ricambi a catena. Affinché i mammiferi possano perdere le cellule di epidermide superficiali, nuove cellule devono continuamente essere prodotte sotto allo strato granuloso, dove rimpiazzano quelle vecchie che a loro volta vengono spinte in superficie per essere cambiate. Questo continuo andirivieni potrebbe facilitare la formazione di "fessure" e perdite di liquido in superficie.

Il tetradecaedro, un poliedro a 14 facce conosciuto per essere la forma migliore per riempire gli spazi. | Tomruen/Wikimedia

La forma perfetta. Fortunatamente - hanno scoperto i ricercatori - le cellule dello strato granuloso appaiono come la versione appiattita di un tetradecaedro, un poliedro a 14 facce conosciuto per essere la forma migliore per riempire gli spazi. Questa loro conformazione permette di mantenere legami stretti con quelle vicine anche durante le continue sostituzioni. Le vecchie cellule da sostituire sono rimpiazzate da una proteina che si comporta come un potente adesivo, e che mantiene intatta la struttura anche quando l'unità da cambiare passa allo strato superiore.

 

Quando si altera. Nell'uomo il sistema funziona in modo analogo. Un suo malfunzionamento potrebbe contribuire all'insorgere di condizioni come eczema e psoriasi: con le barriere adesive tra cellule malfunzionanti, le infiltrazioni di batteri potrebbero essere più comuni, così come le infiammazioni croniche e la produzione eccessiva di cellule nuove (con la perdita "in massa" di quelle vecchie).

 

24 Gennaio 2018 | Elisabetta Intini