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Perché si dice che il disgusto fa rivoltare lo stomaco?

Che un cibo cattivo e nauseante faccia rivoltare lo stomaco non è soltanto un modo dire: succede davvero.

Si dice che un cibo cattivo rivolti lo stomaco. Un modo di dire? Niente affatto: succede davvero. Lo stomaco, infatti, di norma si espande e si contrae grazie ai muscoli gastrici che lo circondano e che seguono un ritmo, grazie al quale il cibo viene digerito e fatto muovere in avanti verso l'intestino.

Nausea e vomito. Quando però vediamo qualcosa di disgustoso e proviamo nausea, il ritmo dello stomaco si inceppa e il movimento gastrico pure, al punto che, se abbiamo una profonda repulsione per qualcosa, può letteralmente cambiare direzione: lo stomaco può cioè "rivoltarsi", arrivando al punto di farci vomitare.

A questa conclusione sono giunti alcuni ricercatori inglesi studiando gli effetti del domperidone, un farmaco antiemetico che funziona bene come antinausea e antivomito proprio perché riesce a stabilizzare il ritmo dello stomaco, impedendo così che la "rotta" del cibo si inverta, perfino consentendoci di riuscire a guardare quel cibo nauseante senza avere conati di vomito.

lontano dalla vista. Distogliere lo sguardo da ciò che ripugna è infatti la prima nostra difesa fin da quando siamo piccoli e il senso del gusto comincia a formarsi. Per questo, gli studiosi hanno indagato se sotto effetto del domperidone riusciamo almeno a tollerarne la vista. La risposta dei ricercatori è affermativa: proprio grazie al farmaco che contribuisce al mantenimento di un ritmo gastrico normale, possiamo superare meglio il ribrezzo di ciò che guardiamo e che, diciamolo, ci fa proprio schifo.

26 dicembre 2021 Elena Meli
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