Salute

Perché gli attacchi di cuore colpiscono soprattutto al mattino?

La "colpevole" dei mortali blackout potrebbe essere una proteina che influisce sull'attività elettrica del cuore.

È più facile che un arresto di cuore improvviso colpisca nelle prime ore del mattino, in particolare tra le 6.00 e le 10.00. Medici e ricercatori lo sanno da decenni, ma la ragione di questa "preferenza" di orario è rimasta a lungo sconosciuta: tra le varie ipotesi azzardate finora c'era quella legata al cambio di posizione, da sdraiata ad eretta, che tutti affrontiamo alla fine del sonno.

Un nuovo studio della Case Western Reserve University di Cleveland, Ohio, ha rintracciato un collegamento tra la morte cardiaca improvvisa e il nostro orologio biologico: si tratta della produzione di una particolare proteina che regola il funzionamento dei canali ionici, le vie di passaggio degli ioni attraverso la membrana cellulare. I livelli di questa proteina sembrerebbero oscillare in base ai ritmi circadiani (l'alternanza tra giorno e notte).


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Quando il cuore va in tilt

La morte cardiaca improvvisa è una sorta di corto circuito elettrico del cuore che si manifesta con l'improvvisa interruzione del battito cardiaco.

Non è da confondere con l'infarto miocardico, causato invece dall'ostruzione delle coronarie.

Se paragoniamo il cuore a un'auto, il sangue che circola è il carburante, e i muscoli cardiaci sono gli organi meccanicamente responsabili del pompaggio; ma non funzionerebbero, senza un sistema elettrico, la cui differenza di cariche non è creata da una batteria, ma dai canali e dalle pompe ioniche (sistemi di passaggio degli ioni di sodio, calcio e potassio attraverso la membrana cellulare).


Quando questo meccanismo cessa di funzionare, i muscoli non si contraggono, e il battito cardiaco non è più regolare: si creano allora gravi aritmie che possono sfociare nella fibrillazione ventricolare, la contrazione improvvisa e disordinata dei ventricoli, nonché una delle cause più frequenti di morte nei paesi occidentali. Contro di essa, solo un defibrillatore usato prontamente può qualcosa, altrimenti non c'è nulla da fare.

Studiando la concentrazione di una proteina chiamata KLF15, già in precedenza collegata ad alcune malattie cardiache, i ricercatori hanno scoperto che, nei tessuti cardiaci dei topi, la sua concentrazione oscilla, toccando picchi positivi e negativi nell'arco delle 24 ore. I livelli di KLF15 dovrebbero essere alti nei momenti di transizione tra il giorno e la notte, e quindi nelle prime ore del mattino. Ma nei topi che affrontano una morte cardiaca improvvisa sono, invece, molto bassi. Questa proteina influirebbe sul funzionamento dei canali ionici, e sarebbe la chiave per il regolare svolgimento dell'attività elettrica del cuore.

L'oscillazione delle concentrazioni di questa proteina avviene anche nei tessuti muscolari umani, e le persone con insufficienza cardiaca presentano scarsi livelli di KLF15. La scoperta potrebbe portare un giorno all'individuazione di farmaci in grado di intervenire su questa proteina e sostituire il defibrillatore.

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10 settembre 2013 Elisabetta Intini
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