Tela di ragno e bozzoli di bachi da seta per creare una pelle artificiale

Un nuovo mix di proteine incoraggia la crescita di cellule dell'epidermide e fa da potente antisettico. La base: tela di ragno e bozzoli di bachi da seta.

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Uno strato elastico, compatto e antibatterico.|Shutterstock

Dell'incredibile resistenza della tela di ragno abbiamo scritto più volte, ma sappiamo anche che, alle proprietà meccaniche, questo materiale abbina un'elevata tollerabilità e caratteristiche antimicrobiche: doti che hanno spinto un gruppo di ricercatori svedesi a usarla come base per creare una pelle artificiale che non provochi reazioni di rigetto e scoraggi le infezioni. Di questo tipo di tessuto c'è grande necessità in un mondo in cui aumentano le patologie - come il diabete - all'origine di ulcere e lacerazioni croniche dell'epidermide.

 

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La seta che rigenera. La ragnatela è un materiale a base proteica, come il collagene, la principale proteina del tessuto connettivo che circonda le cellule della pelle, e la sua elasticità è simile a quella dell'epidermide umana. Queste caratteristiche hanno attirato l'attenzione degli scienziati del KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma, autori dello studio.

 

In una prima fase il team ha ingegnerizzato batteri E. coli per produrre proteine di tela di ragno "arricchite" delle sostanze chimiche che, nel corpo umano, promuovono la crescita cellulare, e aventi le stesse proprietà antimicrobiche che si trovano naturalmente nella pelle umana. Questo procedimento ha conferito alla pelle artificiale di proprietà "bioattive", cioè che provocano una risposta sui tessuti viventi (in questo caso, la rapida rimarginazione della ferita). Tuttavia, la tecnica è complessa e costosa.

Lo strato cuscinetto. Per ridurre la quantità di materiale da ottenere in questo modo, i ricercatori hanno allora previsto di inserire, sotto al primo strato, un "cuscinetto" fatto di un altro tipo di sostanza proteica: quella del bozzolo dei bachi da seta. Anche questo secondo tipo di tela ha infatti ottime proprietà meccaniche. La doppia intelaiatura è stata usata come "spugna" porosa per inserire cellule della pelle umana: fibroblasti, cellule endoteliali e cheratinociti.

 

L'impalcatura arricchita con fattori di crescita ha promosso sviluppo e moltiplicazione delle cellule, mentre le sostanze antibatteriche hanno scongiurato le infezioni. La pelle così ottenuta si è comportata in modo analogo a quella umana. Ora si dovrà capire se può funzionare anche su organismi viventi.

 

 

26 Luglio 2018 | Elisabetta Intini