Salute

Parkinson: la stimolazione cerebrale profonda ricarica le batterie delle cellule cerebrali

Un trattamento chirurgico somministrato a una piccola quantità di pazienti dà buoni risultati perché aumenta il numero e il rendimento dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule. Le ragioni dell'efficacia della procedura non erano ancora note.

Un piccolo studio preliminare compiuto dai ricercatori dell'Imperial College London fornisce nuovi indizi sul perché un trattamento usato per lenire i sintomi del Parkinson su pazienti che non trovano giovamento dai farmaci sia somministrato, con buoni risultati, da una ventina d'anni.

La stimolazione cerebrale profonda (deep brain stimulation, DBS) prevede l'inserimento di un elettrodo in un punto preciso del cervello collegato a un generatore di impulsi (un pacemaker) nella regione sottocutanea del torace. I piccoli impulsi elettrici che arrivano al cervello aiutano a ottenere una riduzione temporanea, ma significativa, dei sintomi più evidenti della malattia di Parkinson, come i tremori nei movimenti.

malattia di Parkinson
Sabato 23 marzo 2019 si tiene a Firenze il 41° Convegno Nazionale dell'Associazione Italiana Parkinsoniani (AIP), tradizionale appuntamento che promuove la corretta informazione sulla malattia di Parkinson e parkinsonismi, con la presenza di medici e ricercatori di assoluta rilevanza nel trattamento della malattia. Il convegno è l'occasione per fare il punto sullo stato della ricerca, sui nuovi farmaci a disposizione, sulle nuove terapie chirurgiche poco traumatiche e sulla ricerca scientifica. Per informazioni sul programma e sulla disponibilità di posti: parkinson.it.

Un numero limitato di pazienti, in fase avanzata della patologia e poco sensibili ai farmaci, finisce per ricevere il trattamento. Ma a fronte di risultati soddisfacenti, il motivo del funzionamento della DBS è rimasto a lungo poco chiaro. Il nuovo studio sembra indicare che la stimolazione cerebrale profonda incrementi e fortifichi le "pile" delle cellule cerebrali, i mitocondri. Questo beneficio riattiverebbe i neuroni danneggiati determinando un miglioramento motorio.

Meno controllo. La malattia di Parkinson, che secondo alcune stime interesserebbe almeno mezzo milione di pazienti in Italia, comporta la progressiva perdita di cellule in un'area del cervello chiamata substantia nigra o sostanza nera, che produce il neurotrasmettitore dopamina, fondamentale per distribuire i "comandi" per il controllo dei movimenti del corpo. Come risultato, chi è colpito dalla malattia avverte tremori, lentezza e incertezza nell'iniziare a muoversi, disfagia (difficoltà a deglutire): sintomi che rendono sempre più complesso gestire le attività di tutti i giorni.

Le cause iniziali della malattia non sono note, ma un recente filone di studi ha evidenziato che i neuroni della sostanza nera dei pazienti hanno meno mitocondri - le strutture che forniscono energia alle cellule e che le tengono in vita.

Mitocondri "dopati". Gli scienziati britannici hanno studiato le cellule cerebrali di tre pazienti con Parkinson deceduti che erano stati trattati con DBS; di quattro che avevano avuto il Parkinson ma non avevano ricevuto il trattamento; e di tre senza Parkinson. Le cellule cerebrali dei pazienti del primo gruppo mostravano un più alto numero di mitocondri, e in dimensioni maggiori, di quelli non trattati: una caratteristica che sembra suggerire una migliore produzione energetica.

Se i risultati fossero confermati su un numero maggiore di pazienti, si potrebbero studiare nuovi trattamenti per prolungare vita e funzioni dei mitocondri, anche a livello farmacologico: si punterebbe così tenere a bada più a lungo i sintomi della malattia, con procedure meno invasive.

18 marzo 2019 Elisabetta Intini
Ora in Edicola
Scopri il mondo Focus. Ogni mese in edicola potrai scegliere la rivista che più di appassiona. Focus il magazine di divulgazione scientifica più letto in Italia, Focus Storia per conoscere la storia in modo nuovo ed avvincente e Focus Domande & Risposte per chi ama l'intrattenimento curioso e intelligente.

Cento anni fa, il 10 giugno 1924, Giacomo Matteotti moriva trucidato per mano di sicari fascisti. In questo numero di Focus Storia ricostruiamo le fasi dell’agguato, la dinamica del delitto e le terribili modalità dell’occultamento del corpo. Ma anche le indagini, i depistaggi, il processo farsa e le conseguenze politiche che portarono l’Italia nel baratro della dittatura.

E ancora: quando, per prevenire gli avvelenamenti, al servizio di principi e papi c’erano gli assaggiatori; la vita spericolata e scandalosa dell’esploratore Sir Richard Burton; tutto sul D-Day, il giorno in cui in Normandia sbarcarono le truppe alleate per liberare l’Europa dal dominio nazista

ABBONATI A 29,90€

Un dossier sulla salute esplora i possibili scenari di un mondo senza sigarette, analizzando i vantaggi per la salute, l'ambiente e l'economia. Un'inchiesta sul ruolo dei genitori nell'educazione dei figli ci porta a riflettere sull'importanza delle figure genitoriali, con un focus sulla storia di Jannik Sinner.

Ampio spazio è dedicato alla scienza e alla tecnologia, con articoli sull'energia nucleare, i reattori nel mondo e un'intervista esclusiva a Roberto Cingolani sulla transizione energetica. Un viaggio nell'archeoastronomia ci svela come l'uomo abbia misurato il tempo attraverso i fenomeni celesti.

Non mancano approfondimenti sulla salute, con una guida completa sulla dengue e focus sulla caduta dei capelli, problema molto diffuso tra gli uomini. La sezione animali ci regala immagini sorprendenti di pinguini, primati e canguri.

ABBONATI A 31,90€
Follow us