Salute

I vantaggi di un mondo "più vecchio"

Uno studio rovescia la prospettiva e il credo corrente: con una popolazione sempre più anziana, le società saranno più produttive e inquineranno meno.

Pochi e anziani, ma più in salute, più “verdi” e più produttivi? Uno studio di ricercatori tedeschi e americani sfida l’idea comune che, con un numero crescente di paesi cui nascono pochi bimbi e si diventa sempre più vecchi, ci ritroveremo a vivere in società difficilmente gestibili e piene di problemi. Secondo gli autori dell’analisi, una società che invecchia potrebbe avere invece numerosi benefici finora quasi mai presi in considerazione.

Stesso scenario. Il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione è in corso in tutto il mondo, anche se è più pronunciato nei paesi industrializzati. Si fanno meno bambini, e le persone vivono di più. Nel complesso, la popolazione è “più vecchia” che nel passato. La maggior parte degli studiosi ha finora concordato nel ritenere che questo comporterà diversi aspetti negativi, dalla crisi dei sistemi pensionistici al lievitare dei costi per l’assistenza sanitaria.

Lo studio pubblicato sulla rivista Plos One, invece, si focalizza sugli inediti vantaggi che l’invecchiamento della popolazione potrebbe portare. Lo scenario che gli autori hanno analizzato riguarda un paese come la Germania che, con 44,3 anni, è ai primi posti al mondo (insieme a Giappone e Italia) per età media della popolazione, e ha un tasso di fertilità, cioè un numero di figli per donna di 1,4 (da noi è circa 1,2).

previsioni diverse. I ricercatori, guidati da scienziati dell’International Institute for Applied Systems Analysis, hanno individuato cinque settori da cui potrebbero arrivare i benefici di una popolazione con i capelli grigi.

1. Maggiore produttività. Il primo è un aumento della produttività. Sembra una contraddizione ma, secondo gli autori dello studio, a compensare almeno in parte la diminuzione della forza lavoro dovuta all’invecchiamento, sarà l’aumento del livello di educazione, un trend in corso in diversi paesi. Meno lavoratori, insomma, ma più “colti” e scolarizzati.

2. Popolazione "verde". L’invecchiamento, inoltre, potrebbe far bene all’ambiente: gli anziani consumano meno, e meno consumi significa minore dispendio di energia e minori emissioni di anidride carbonica dannose per il clima.

3. Più aiuti. Altro vantaggio: con l’aumento dell’aspettativa di vita, le generazioni più anziane potrebbero usare parte del loro reddito per aiutare quelle più giovani. L’eredità, inoltre, dato che in ogni famiglia ci sono sempre meno figli, verrebbe divisa tra meno individui. A parità di altri fattori, ciascuno sarebbe in media più ricco.

4. Più sani. Per quanto riguarda la salute, è vero che le persone che vivono di più sono maggiormente esposte alle malattie dell’invecchiamento, demenza, tumori, malattia cardiovascolari, tutte costose per i sistemi sanitari. Ma le proiezioni dicono anche che in futuro non solo continuerà ad allungarsi la durata della vita, ma si vivrà più a lungo in buona salute. Nel 2050, un tedesco medio dovrebbe trascorrere in buona salute l’80 per cento della vita, contro il 63 di oggi.

5. Più divertimento. Infine, a rendere il futuro forse più roseo, ci dovrebbe essere il fatto che, come molti sociologi da tempo sostengono, cambierà la proporzione tra tempo dedicato al lavoro, alle attività domestiche e allo svago, a tutto vantaggio di quest’ultimo. Non resta che aspettare e vedere se sarà davvero così.

24 settembre 2014 Chiara Palmerini
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