Nato il primo bebè al mondo da un'ovaia asportata a 13 anni e congelata per 12

Eccezionale risultato in Belgio. La donna soffriva di anemia falciforme fin da bambina e l'oviaia le era stata asportata quando era adolescente per evitare i danni della chemioterapia.

corbis-42-38853110
Un ovulo viene rilasciato dall'ovaia di una donna.|Corbis

Eccezionale fiocco azzurro in Belgio. Una donna di 27 anni è stata la prima al mondo a dare alla luce un bambino dopo il trapianto del suo stesso tessuto ovarico, congelato quando era ancora una bambina.

 

La giovane aveva subito l'espianto all'età di 13 anni, appena prima di cominciare un trattamento invasivo contro una grave forma di anemia, la drepanocitosi (anemia falciforme). L'ovaia rimasta era stata danneggiata dal trattamento, e la paziente difficilmente sarebbe potuta diventare madre senza il trapianto. Gli specialisti, che descrivono la vicenda su Human Reproduction, sperano che questa procedura possa aiutare altre giovani pazienti con questo tipo di patologia.

 

La storia. La giovane mamma, che ha chiesto di restare anonima, ha dato alla luce il bambino nel mese di novembre 2014. La diagnosi di anemia falciforme era arrivata quando aveva 5 anni; da piccola era emigrata dalla Repubblica del Congo in Belgio, dove i medici decisero che la sua malattia era così grave da aver bisogno di un trapianto di midollo osseo, utilizzando come donatore il fratello.

 

La procedura fu avviata quando la paziente aveva 13 anni, ma prima di eseguire il trapianto i medici per precauzione le asportarono la sua ovaia destra e la conservarono in un congelatore.  La chemio necessaria per prevenire il ricetto del midollo - infatti - può distruggere la funzione ovarica.

 

All’epoca la paziente non aveva ancora avuto le mestruazioni, ma era comunque entrata nella pubertà. La terapia andò a buon fine, ma l'ovaia sinistra rimase comunque danneggiata.

 

 

Il trapianto di tessuto ovarico. Dieci anni più tardi la donna ha deciso che voleva avere un bambino, così i medici hanno innestato quattro frammenti ovarici scongelati sull'ovaio rimasto e altri 11 in siti diversi dell'organismo.

 

Cinque mesi più tardi alla donna è tornato il ciclo, ed è rimata incinta naturalmente all'età di 27 anni.

 

La ginecologa che ha guidato il trattamento per ripristinare la fertilità della giovane, Isabelle Demeestere, spera che la procedura possa aiutare altre giovani a rischio di insufficienza ovarica, dal momento che aumentano le pazienti che sopravvivono a malattie ematologiche diagnosticate durante l'infanzia.

 

«Tuttavia il successo di questa procedura richiede ulteriori indagini su pazienti in età pre-pubere, dal momento che nostra aveva già iniziato la pubertà, anche se non aveva ancora le mestruazioni», ha spiegato.

 

Circa 40 bambini sono già nati nel mondo utilizzando tessuto ovarico congelato, preso però da donne più avanti negli anni.

 

10 Giugno 2015 | ADNKronos