Nanorazzi per curare le malattie

nanotubi

In futuro per trasportare i farmaci all’interno del nostro organismo potrebbero essere usati dei “nanorazzi”, ovvero missili in miniatura riempiti con uno speciale propellente. Sarà diverso dall’idrazina che spinge i razzi veri perché questa sostanza risulta nociva per l’uomo, ma il meccanismo è analogo. Durante i loro esperimenti, i ricercatori dell’Istituto Leibniz di Dresda (Germania) hanno creato dei “nanotubi” – arrotolando fogli ricoperti di platino – e li hanno immersi in una soluzione liquida di acqua ossigenata. Il risultato? Secondo quanto riporta il Newscientist, i nanorazzi hanno liberato del gas da una estremità e sono schizzati nella direzione opposta a una velocità sorprendente.

Come pilotare questi missili?
Resta il problema della “guida”, non semplicissimo da risolvere. Durante i test è stato però già dimostrato che l’applicazione di campi magnetici ha l’effetto di deviare la direzione dei nanorazzi, mentre un cambiamento della temperatura del fluido nel quale si muovono si riflette con una variazione della velocità. Prossimo passo: riuscire a far funzionare il tutto usando propellenti più “innocui”, meglio se già presenti nell’organismo umano: primo candidato, il glucosio.

03 Ottobre 2011 | Roberto Graziosi