8 modi piacevoli di prevenire il declino cognitivo

Per invecchiare più lentamente e allontanare il rischio demenze vale una regola più di tutte: divertirsi. Ecco alcune attività "scudo" per il cervello suggerite dalla scienza.

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Il cervello, come ogni altro organo, muscolo o lembo di pelle del corpo umano, invecchia. Questo processo da un lato inevitabile si consuma per ciascuno a ritmi diversi: talvolta, purtroppo, il decadimento avviene in modo grave e irreversibile, prendendo la forma della demenza. La buona notizia è che alcuni tra i modi più efficaci di contrastare l'invecchiamento cerebrale sono anche i più divertenti: ecco alcune attività piacevoli - e quasi mai solitarie - che aiutano a mantenere giovani memoria, capacità linguistiche e altre fondamentali doti cognitive.
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Fare (spesso) sesso. Una vita sessuale vivace sembra avere un effetto protettivo sulle funzioni cognitive: una recente ricerca inglese su uomini e donne tra i 50 e gli 83 anni ha dimostrato che chi ha rapporti a frequenza settimanale ottiene risultati del 2% superiori nei compiti di fluenza verbale e in quelli visuo-spaziali di chi fa sesso a cadenza mensile. Rispetto a chi ha proprio smesso, i punteggi sono migliori del 4%. Il motivo potrebbe essere puramente biologico: gli ormoni dopamina e ossitocina liberati durante i rapporti hanno forse benefici sul cervello. O sociale: l'empatia e l'intimità legate al contatto fisico sembrano oliare i meccanismi di un cervello che invecchia. Più probabilmente, si tratta di un mix di entrambe le cose.

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Dormire (ma senza esagerare). Un buon numero di ore di sonno (in genere 8) è senza dubbio un fattore protettivo per il cervello: dai 65 anni in su l'abitudine del riposino diurno risulta abbassare il rischio demenze fino ai 10 anni successivi. Ma dormire troppo (specie di giorno) non è un buon segno: l'eccesso di sonno diurno e notti più corte di 6 ore sono associati a un rischio cognitivo più alto; altri studi collegano un sonno lungo e di scarsa qualità a problemi di memoria in donne e uomini over 65. Anche una cattiva qualità del sonno nei giovani adulti può indicare una predisposizione, più avanti, al declino cognitivo.
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Divertimento attivo: attività fisica. Tenersi impegnati in attività sociali, fisiche e mentali è per le funzioni cerebrali un elisir di lunga vita. Più se ne fanno, più l'eventuale declino cognitivo rallenta. Tra le attività fisiche, ottime quelle all'aperto, come il giardinaggio o mezz'ora di camminata al giorno (specie se lontano dalla città: l'inquinamento potrebbe essere collegato all'insorgere di demenze). Ma anche dedicarsi ai lavori domestici o pochi semplici esercizi da seduto possono aiutare.

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Divertimento attivo: allenare la mente. Parole crociate, indovinelli, rompicapi, lettura dei giornali, libri in cui perdersi, tenersi aggiornati sul proprio lavoro (anche se in pensione). Mettersi alla prova con attività di questo tipo stimola le capacità di ragionamento e problem solving, e migliora le capacità verbali. Negli over 60, è stato visto che dà miglioramenti nella vita di tutti i giorni nei sei mesi successivi.
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Divertimento attivo: attività sociali. Vedere gli amici e la famiglia, coltivare un hobby, ingaggiare lunghe conversazioni al telefono o via mail, restare al passo con le tecnologie e sfruttarle per ridurre le distanze: poiché è stato dimostrato che l'isolamento sociale aumenta il rischio di malattie croniche e di morte (perché è fonte di stress per l'organismo), contrastarlo ci rende meno vulnerabili.

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Ballare. Tra le attività fisiche più indicate ci sono i... volteggi di coppia: secondo uno studio pubblicato su Frontiers in Human Neuroscience, danzare può avere un ruolo importante nel contrastare il rischio demenze (come la malattia di Alzheimer), perché interviene sull'area cerebrale più colpita da queste patologie: l'ippocampo, fondamentale per l'apprendimento, la memoria e il mantenimento dell'equilibrio. Rispetto ad altre attività motorie, questa ha il pregio di fornire stimoli sempre nuovi, poco ripetitivi.

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No agli stereotipi di genere. Aspettative e pressioni sociali finiscono per condizionare le attività cui donne e uomini si dedicano, e ciò può influire, con il tempo, sulle abilità cognitive di ciascuno. Uno studio australiano ha per esempio dimostrato che le donne sono più propense a dedicarsi ad attività sociali come il volontariato o a hobby come la lettura, tutte attività che rallentano il declino cerebrale. Essere consapevoli degli stereotipi di genere e combattere per un'uguaglianza anche nel tempo libero e nella suddivisione dei ruoli può avere - oltretutto - un effetto protettivo sul cervello.

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Iniziare da adesso. Non serve aspettare la mezza età per impegnarsi a contrastare il declino cognitivo: studi dimostrano che un approccio tardivo non ha risultati apprezzabili. Al contrario, adottare da subito uno stile di vita che contempli queste attività - quando ancora il deterioramento cerebrale appare lontano - si è rivelato avere buoni risultati a lungo termine. Più che come "pillole" riparatrici, questi accorgimenti andrebbero adottati come buone abitudini, sin dalla prima età adulta.
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Il cervello, come ogni altro organo, muscolo o lembo di pelle del corpo umano, invecchia. Questo processo da un lato inevitabile si consuma per ciascuno a ritmi diversi: talvolta, purtroppo, il decadimento avviene in modo grave e irreversibile, prendendo la forma della demenza. La buona notizia è che alcuni tra i modi più efficaci di contrastare l'invecchiamento cerebrale sono anche i più divertenti: ecco alcune attività piacevoli - e quasi mai solitarie - che aiutano a mantenere giovani memoria, capacità linguistiche e altre fondamentali doti cognitive.
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