Mielite flaccida acuta: il colpevole è forse un enterovirus

Si stringe il cerchio attorno al virus responsabile dell'epidemia simile alla polio che colpisce i bambini e che da qualche anno registra decine di casi negli USA. Il patogeno sparisce dopo aver causato una risposta devastante nell'organismo.

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Un enterovirus all'attacco del sistema nervoso: illustrazione scientifica.|Shutterstock

Si sente spesso parlare, in queste settimane, di una nuova e misteriosa epidemia di paralisi infantile simile alla polio, già diagnosticata in almeno 62 casi negli Stati Uniti. In realtà la mielite flaccida acuta tanto nuova, o misteriosa, non è.

 

Ogni due anni. Il termine è in effetti recente, ma i sintomi che questa sindrome comporta - febbre, raffreddore e una crescente debolezza in uno o più arti, che aumenta rapidamente fino alla paralisi - possono essere causati da una serie di fattori noti da tempo come il poliovirus, il virus del Nilo occidentale, tossine ambientali, malattie genetiche. La AFM (acute flaccid myelitis) non è neanche una novità di quest'anno: la prima ondata importante dell'infezione fu osservata nell'estate del 2014 (ma alcuni casi si erano già presentati nel 2012). Quattro anni fa si registrarono 120 casi, con un picco di diagnosi nel mese di settembre; da allora la malattia si è ripresentata, negli USA, a ondate biennali e soprattutto in estate-autunno.

 

Caccia al colpevole. Il tassello che manca agli epidemiologi, come spiega un articolo sull'Atlantic, è quello sul patogeno all'origine della malattia. Identificare il "responsabile" è difficile per varie ragioni: la AFM è rara al punto che non tutti i principali ospedali ne registrano casi, ed è anche imprevedibile dal punto di vista geografico. Effettuare biopsie dei tessuti che colpisce - i nervi cranici e la colonna vertebrale - è troppo rischioso, e non è detto che il patogeno si annidi nell'unica sostanza che si riesce ad analizzare, il liquido cerebrospinale (il fluido trasparente nel sistema nervoso centrale).

 

L'ipotesi finora prevalente è che alla base della AFM vi sia un enterovirus (un genere di virus che comprende anche il poliovirus, all'origine della poliomielite). Diversamente dai virus influenzali, che circolano in inverno, questo virus è prevalente in autunno, la stagione del picco di diagnosi; infetta soprattutto i bambini (l'età media dei pazienti colpiti è 4 anni) e con una periodicità compatibile a quella osservata; inoltre, anche se nella maggior parte dei casi non dà sintomi gravi, in alcuni pazienti può infettare la colonna vertebrale e portare a sintomi neurologici gravi.

Una strana coincidenza. Un sorvegliato speciale è l'enterovirus EV-D68, che nel 2014 causò un'ondata di sintomi respiratori negli USA. Gli ospedali erano pieni di piccoli ammalati e, in concomitanza, si registrarono i primi casi di paralisi da AFM. Dal 2014 al 2016, questo virus è stato quello trovato più di frequente nei bambini con diagnosi di mielite flaccida acuta. Non in tutti, però: su circa 400 casi registrati finora, il virus in questione è stato individuato in meno della metà dei campioni nasali e di feci, e solo in un campione di liquido cerebrospinale. Ecco perché, ufficialmente, la causa della maggior parte dei casi di mielite flaccida acuta non è nota.

 

Il danno e la beffa. Gli esperti hanno però un sospetto: e cioè che come spesso accade nelle sindromi neurologiche, gli effetti devastanti osservati sull'organismo siano più che altro una conseguenza della risposta esagerata del sistema immunitario, e non un'opera del virus stesso. L'idea è che l'EV-D68 faccia perdere le sue tracce dopo aver scatenato una reazione critica, e che le famiglie cerchino aiuto quando è ormai difficile trovarlo. Diversamente dagli altri enterovirus, questo si degrada velocemente nell'intestino e lascia di rado traccia nelle feci. Si annida nel retro del naso, dove difficilmente si pensa di indagare, nel caso di sintomi neurologici.

 

Tanto per rendere il panorama più complesso, un altro enterovirus - l'EV-71 - è stato collegato alla AFM dopo che ne sono state trovate tracce in 11 pazienti. Manca poi da spiegare perché spesso, nei bambini con la malattia, i fratelli colpiti dallo stesso virus non sviluppino la stessa sindrome, ma solo un banale raffreddore. Così come il poliovirus, anche questo "patogeno X" paralizza soltanto l'1% di chi colpisce. Per i virologi, dunque, il punto è capire non solo quale virus causi la malattia, ma anche che cosa, nello specifico, causi la paralisi, a parità di infezione.

 

04 Novembre 2018 | Elisabetta Intini