Salute

Medicina: Italia ultima per interventi mini-invasivi valvole cuore

Cardiologo Romeo, migliaia di pazienti rischiano di morire nell'attesa

Roma, 30 nov. (AdnKronos Salute) - Un passo indietro che sa di sconfitta per i cardiologi e per il Servizio sanitario nazionale. L'Italia nel 2008 e' stata tra le prime nazioni Ue ad iniziare gli impianti transcatetere di protesi valvolari cardiache, ma oggi e' diventata la 12esima con 38 procedure per milione di abitanti, nonostante un alto numero di centri. E' l'allarme lanciato oggi a Roma dalla Societa' italiana di cardiologia (Sic). Nel nostro Paese si stimano 300 mila persone colpite da patologie valvolari, di cui 50 mila con scompenso cardiaco, che non possono essere operate per l'alto rischio ma potrebbero essere candidabili a tecniche mininvasive come l'impianto di protesi transcatetere.

"Curare una valvola cardiaca difettosa significa infatti salvare una vita. Ma in Italia queste procedure non godono ancora di un pieno riconoscimento da parte del servizio sanitario, mancano codici Drg specifici. Migliaia di pazienti rischiano di morire perché quando diventano inoperabili con tecniche tradizionali hanno un'aspettativa di vita di 1-2 anni. Non possiamo decidere a chi dare le valvole cardiache e a chi no perché ne abbiamo poche e costano molto. Questa decisione e' eticamente inaccettabile, meglio allora chiamare la magistratura", ha affermato Francesco Romeo, presidente della Sic, nel suo intervento. I cardiologi lanciano 'One Valve One Life', un programma per l'implementazione delle raccomandazioni internazionali, l'identificazione dei fabbisogni assistenziali e delle disparita' di accesso. Attivando una corretta informazione e la diffusione della terapia transcatetere delle valvulopatie per garantire l'accesso a queste procedure salvavita. La campagna partirà dal prossimo congresso della Sic a Roma dall'11 al 14 dicembre.

"Oggi abbiamo evidenze scientifiche - aggiunge Romeo - che le tecniche interventistiche percutanee mininvasive costituiscono un'opzione terapeutica salva-vita alternativa all'intervento tradizionale. Ma in Italia - ribadisce - queste procedure non godono ancora in pieno di un riconoscimento da parte del Ssn, mancano i Drg specifici e spesso l'accesso e' regolato dalle decisioni delle Regioni". Nel nostro Paese si effettuano circa 3200 procedure valvolari percutanee l'anno, "contro un fabbisogno stimato - precisa il presidente Sic - di almeno il doppio".

Fino ad alcuni anni fa, l'unica possibilità terapeutica nelle valvulopatie cardiache era l’intervento chirurgico per sostituire o, se possibile, riparare la valvola danneggiata, un’operazione 'a cuore aperto' molto invasiva e che non tutti i pazienti possono affrontare per età, malattie concomitanti, fragilità generale. In seguito ai progressi ottenuti nella chirurgia riparativa valvolare e all’avvento di tecniche interventistiche percutanee, quali la procedura di impianto transcatetere della valvola aortica e di riparazione della valvola mitrale, si sono modificate le opzioni terapeutiche.

"Ma le raccomandazioni internazionali non vengono costantemente applicate - sottolineano i cardiologi - e il numero di procedure risulta inferiore a quello necessario, tanto che almeno un terzo dei pazienti con malattie valvolari cardiache non ha accesso all’intervento".

"Lo sviluppo di procedure innovative per il trattamento delle valvulopatie offre nuove opportunità di cura ma anche importanti sfide, soprattutto riguardo all'appropriatezza e la sostenibilità - ricorda Romeo - Secondo l’Oms siamo al terzo posto al mondo per aspettativa di vita, un risultato frutto anche dell’eccellenza cardiologica italiana, ma per le valvulopatie cardiache resta ancora molto lavoro da fare. A questo proposito, il dialogo con le istituzioni è fondamentale per la ricerca di una strategia programmatica condivisa, volta a garantire questo Livello essenziale di assistenza e - conclude - assicurare un intervento terapeutico salvavita tempestivo, adeguato ed efficace a tutti i pazienti che necessitano di un intervento alle valvole cardiache".

30 novembre 2015 ADNKronos
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