Medicina: funziona primo occhio bionico su paziente con degenerazione maculare

L'uomo di 80 anni è tornato a vedere le sagome delle persone

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Roma, 22 lug. (AdnKronos Salute) - L'occhio bionico permette di restituire la vista anche ai pazienti con degenerazione maculare secca legata all'età. E' quanto emerge dai risultati ottenuti dalla prima persona al modo con questa patologia cui è stata impiantata la protesi retinica Argus II: Ray Flynn, un 80enne che da tempo aveva perso la visione centrale a causa della malattia. Ebbene, il trattamento con l'occhio bionico ha permesso all'uomo di vedere di nuovo, dopo molto tempo, le sagome delle persone e degli oggetti. L'intervento - durato 4 ore - è stato eseguito al Manchester Royal Eye Hospital nel giugno scorso, e i primi test sono stati giudicati dai sanitari "un vero successo".

 

Secondo Paulo Stanga, consulente oftalmologo e chirurgo vetroretinico al Manchester Royal Eye Hospital, gli esami su Flynn hanno dimostrato come l'uomo abbia ritrovato la percezione della visione centrale per la prima volta da molti anni. Accendendo il sistema Argus II, Flynn è ora in grado di distinguere la sagoma delle persone e degli oggetti persino se i suoi occhi restano chiusi, e questo prova che non sta usando ciò che rimane della sua visione naturale per identificare le forme e i contorni.

 

Ma come funziona l'occhio bionico? Argus II converte le immagini video catturate da una camera miniaturizzata, alloggiata negli occhiali dei pazienti, in una serie di impulsi elettrici che sono trasmessi wireless agli elettrodi sulla superficie della retina. Questi impulsi stimolano le cellule rimanenti della retina inducendo la percezione di forme di luce nel cervello. Il paziente successivamente impara ad interpretare questi segnali.

 

L’impianto di Flynn è avvenuto il 16 giugno, mentre il sistema di Ray è stato acceso per la prima volta il primo luglio. I test effettuati lo stesso giorno consistevano nel guardare lo schermo di un computer e identificare elementi bianchi e neri, con diversi orientamenti.

 

La capacità del paziente di identificare correttamente la direzione delle linee e la differenza tra linee diagonali e orizzontali, dimostra, secondo Stanga, che il dispositivo Argus II permette una funzione di visione centrale che non esiste nel paziente prima dell’impianto. Inoltre i sanitari sono convinti che, con la pratica e la riabilitazione, la visione di Flynn continui a migliorare.

 

"I progressi del signor Flynn sono davvero notevoli - commenta Stanga - Riesce realmente a vedere le sagome delle persone e degli oggetti. Ray Flynn è il primo paziente" con questa patologia "ad essere impiantato con Argus II ed è parte di un test che stiamo conducendo per stabilire se i pazienti ciechi con una perdita totale della visione centrale dovuta alla degenerazione maculare secca legata all’età possano trarre beneficio da una retina artificiale. Attualmente le indicazioni d'uso di protesi retiniche disponibili a livello commerciale sono limitate a pazienti affetti da retinite pigmentosa".

 

"Per quanto mi riguarda, i primi risultati del test sono un pieno successo e attendo con impazienza di trattare con Argus II molti altri pazienti affetti da Amd per continuare l’esperimento. Al momento stiamo reclutando altri 4 pazienti a Manchester per il test. Noi del Manchester Royal Eye Hospital - ha aggiunto - ci sentiamo privilegiati nel condurre il primo studio al mondo sugli impianti retinici per pazienti affetti da degenerazione maculare secca legata all'età. Questa tecnologia è rivoluzionaria e cambia la vita dei pazienti ripristinando alcune funzioni visive e aiutandoli a vivere in modo più indipendente".

 

La forma secca di questa patologia è "comune ma non curabile. Nel mondo occidentale è la causa principale della perdita della vista. Sfortunatamente - ricorda l'esperto - con l'invecchiamento della popolazione, sta diventando ancora più comune. Stiamo inizialmente limitando il nostro studio alla forma secca di degenerazione maculare senile e, se avrà successo, forse successivamente lavoreremo per reclutare pazienti affetti dalla forma avanzata ed essudativa".

 

L'azienda produttrice ha ricevuto il marchio di approvazione europeo per il sistema Argus II nel 2011, e l'occhio bionico Argus II è stato impiantato finora in più di 130 pazienti, molti dei quali stanno usando il sistema da più di 7 anni.

 

22 Luglio 2015 | ADNKronos

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