Malaria: avanza la farmaco-resistenza

Nella regione del Mekong nel Sudest asiatico si diffonde una forma di Plasmodium falciparum resistente alla più comune combinazione di farmaci di prima scelta. Se lo stesso avvenisse anche in Africa, le prospettive sarebbero preoccupanti.

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Il parassita della malaria nella circolazione sanguigna, in un'illustrazione medica. Vedi anche: come si replica il plasmodio della malaria | Shutterstock

Una forma di plasmodio della malaria resistente ai più comuni farmaci antimalarici sta avanzando nei Paesi del Sudest asiatico. Grazie alla decisa diminuzione dei casi in questa regione di mondo, e alla disponibilità di altri trattamenti, le conseguenze immediate non sembrano drammatiche. Ma lo diventerebbero se questo parassita "potenziato" dovesse diffondersi in Africa, dove si registrano nove diagnosi di malaria su dieci nel mondo.

 

indifferenti. La malaria si cura comunemente con una combinazione di due farmaci, l'artemisinina e la piperachina. Questo abbinamento fu introdotto per la prima volta Cambogia nel 2008. Il primo parassita geneticamente attrezzato per resistere all'attacco dei due farmaci fu identificato nella zona occidentale del Paese nel 2013.

 

Il nuovo studio pubblicato su Lancet Infectious Diseases ha analizzato il DNA di Plasmodium falciparum nel sangue di pazienti in cura per la malaria, e confermato che i geni che conferiscono la resistenza ai farmaci si sono diffusi anche ai parassiti che infettano le zanzare di Laos, Vietnam e Thailandia. In alcune regioni, l'80% dei plasmodi è farmaco-resistente.

 

Eliminare le zanzare per fermare la malaria: che cosa accadrebbe? | Shutterstock

Strategie alternative. Questo non significa che, nell'area del Mekong, la malaria sia diventata incurabile: fortunatamente esistono altri farmaci che si possono usare in combinazione con l'artemisinina, e un secondo articolo pubblicato sullo stesso giornale dimostra che la metà dei pazienti nella zona è curata con mix diversi di molecole. Per le persone che contraggono la parassitosi cambia dunque il tipo di trattamento, ma non la profilassi (cioè la prevenzione) che è la parte principale della lotta alla malaria, e che sta dando ottimi risultati. Se nel 2008 i casi di malaria in Cambogia erano 262 mila, nel 2018 sono stati 36.900.

 

Salto continentale. La preoccupazione degli epidemiologi è che i plasmodi farmaco-resistenti, che hanno già dimostrato di saper varcare i confini, possano diffondersi anche in Africa, dove si verifica la maggior parte dei contagi. Negli anni '80, la diffusione della resistenza alla clorochina (un altro comune farmaco antimalarico) nel continente provocò milioni di morti. Nonostante i progressi nella prevenzione, ogni anno nel mondo si registrano 219 milioni di casi di malaria e 435 mila morti, soprattutto tra i bambini minori di 5 anni.

 

11 agosto 2019 | Elisabetta Intini