L'uomo e gli acari del viso: un'amicizia millenaria

Quando ci spostiamo, si spostano con noi e rimangono immutati per generazioni: la storia degli invisibili artropodi presenti sulla pelle racconta molto del nostro passato.

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Un Demodex folliculorum trovato tra le ciglia e fotografato al microscopio. Questi acari sono per lo più innocui, ma se presenti in eccessi sono associati ad alcune malattie cutanee. | Science Photo Library/Contrasto

Mentre leggete, sta facendo uno spuntino con il grasso cutaneo e la pelle morta della vostra fronte: quella tra l'uomo e il Demodex folliculorum, un acaro che vive sulla superficie della faccia (vedi foto qui sotto), è una convivenza poco conosciuta ma di lunga data.

 

Il minuscolo artropode (0,1-0,4 mm) presente in decine di esemplari sulla pelle del volto, si è evoluto con l'uomo e con esso si sposta. Popolazioni umane di diversa provenienza presentano acari di diverso "lignaggio", come rivela un ampio studio sul tema pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.

 

In tutto il mondo. Per tracciare con più precisione la geografia degli acari, Michelle Trautwein della California Academy of Sciences ha raccolto 70 campioni dei piccoli "inquilini" da fronte, naso, guance e peluria del viso di altrettanti uomini di varia provenienza. Quindi ha sequenziato il genoma degli artropodi, studiando in particolare il DNA mitocondriale.

 

La pelle del viso, ricca di sebo, è il luogo prediletto dei Demodex. Ma se ne trovano anche dentro alle orecchie, tra le sopracciglia e nella peluria che riveste capezzoli e genitali

 

Compagni di viaggio. Si è così scoperto che il continente di appartenenza di ciascuno determina il tipo di acari presenti sul viso: persone nate in parti del mondo diverse presentano acari di diversa "discendenza" (per esempio, soggetti di origine africana residenti in America da generazioni, portavano ancora acari africani sul viso). Quando ci spostiamo, i Demodex si spostano con noi, e non è così facile "passarli" a chi ci sta vicino: condiviamo acari dello stesso tipo soltanto con i familiari più stretti, e all'interno di una famiglia ci si trasmette acari dello stesso tipo per generazioni.

 

Una miniera di informazioni. «Stiamo iniziando solo ora a scoprire quanto profondamente le nostre storie siano legate agli acari sui nostri corpi, ed è scioccante» dice Trautwein, che ha viaggiato in tutto il mondo per campionare i Demodex, e che tra 2016 e 2017 studierà popolazioni di acari in Australia, Mozambico, Cina e Antartide. «Non sono solo piccoli esseri mostruosi che ci camminano sul volto. Sono storyteller e rivelano molto del nostro passato».

 

Lo studio dei Demodex, ancora agli inizi, ha infatti già permesso di confermare alcune accreditare ipotesi sulla storia delle migrazioni umane, come quella che vorrebbe tutti i sapiens discendenti da una prima popolazione africana, poi emigrata negli altri continenti.

 

16 dicembre 2015 | Elisabetta Intini