Salute

Lei naviga per i social e lo shopping, lui per giochi e pornografia

Studio Italia-Uk, +30% raffreddore e influenza

Milano, 6 ago. (AdnKronos Salute) - La dipendenza da Internet può indebolire il sistema immunitario, aumentando di quasi un terzo il rischio di incappare in raffreddori e influenza. A proporre un nuovo significato per il termine 'virus informatico' è uno studio Italia-Uk pubblicato su 'Plos One'. In passato gli stessi autori avevano già indagato sull'esistenza di una crisi di astinenza dal web, e ora suggeriscono un nuovo pericolo per chi abusa della Rete.

Il lavoro è firmato da Phil Reed della Swansea University, Lisa A. Osborne della Abertawe Bro Morgannwg University Health Board, Michela Romano e Roberto Truzoli dell'università degli Studi Milano. Gli scienziati hanno valutato 500 persone maggiorenni, evidenziando che chi aveva problemi di uso eccessivo di Internet manifestava sintomi di raffreddore e influenza più frequenti rispetto a coloro che mantenevano un rapporto 'sano' con computer, tablet e smartphone. In circa il 40% del campione si sono riscontrati livelli moderati o alti di dipendenza da Internet, una percentuale che non differiva tra maschi e femmine. E in generale, le persone con livelli più elevati di web-dipendenza avevano circa il 30% in più di sintomi di raffreddore e influenza.

Precedenti ricerche - ricorda una nota dell'ateneo milanese - hanno dimostrato che le persone che trascorrono più tempo su Internet sono più soggette a privazione di sonno, hanno abitudini alimentari peggiori, si impegnano meno nell'esercizio fisico e tendono a bere e fumare di più. Questi comportamenti, indipendentemente dall'età, possono danneggiare il sistema immunitario e aumentare la vulnerabilità alle malattie.

Lo studio suggerisce che i 'drogati' di Internet possono soffrire di stress importante quando sono disconnessi dalla Rete. Di conseguenza questo ciclo di stress e sollievo associato alla web-dipendenza può portare a un aumento dei livelli di corticosteroidi, ormoni che possono ridurre la funzione immunitaria. "Può anche essere - ipotizza Reed - che coloro che trascorrono molto tempo da soli su Internet presentino una ridotta funzione immunitaria semplicemente perché non hanno un adeguato contatto con gli altri e i loro germi".

La ricerca ha anche evidenziato che le persone usavano Internet in media 6 ore al giorno, ma una minoranza considerevole del campione navigava per oltre 10 ore quotidianamente. Si sono osservate inoltre differenze nel modo in cui uomini e donne utilizzano la Rete: lei si collega soprattutto per i social media e lo shopping, lui per il gioco e la pornografia.

"I risultati su come si utilizza Internet, aldilà di rilevare uno stereotipo di genere - commenta Truzoli - non sono associati direttamente all'impatto sulla funzione immunitaria.

Non sembra avere importanza quello per cui si usa Internet, il fatto è che se lo si utilizza troppo è più probabile che ci si ammali".

6 agosto 2015 ADNKronos
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