Salute

Le morti da covid sono spesso colpa di un’infezione batterica

La maggior parte dei decessi causati dalla covid sono frutto di un'infezione batterica, e non virale: ecco come i due patogeni collaborano per indebolire l'organismo. E cosa possiamo fare per impedirglielo.

Si parla spesso delle decine di milioni di morti causate dalla pandemia di influenza spagnola del 1918: ma siamo sicuri che sia stato davvero il virus H1N1 a uccidere gli ammalati? Secondo quanto riporta un articolo di The Conversation scritto dall'immunologa Hayley Muendlein, spesso la causa dei decessi dei contagiati da un virus non è il virus stesso, ma una concomitante infezione batterica. È stato così non solo con l'influenza spagnola, come ha evidenziato l'analisi dei campioni di tessuto polmonare dei defunti (per la maggior parte morti di polmonite batterica), ma anche con le pandemie di H2N2 del 1957 e di H1N1 del 2009, quando quasi un quinto dei pazienti contagiati era affetto anche da infezioni batteriche che ne aumentavano il rischio di morte.

Anche la covid. La covid sembra comportarsi allo stesso modo: secondo quanto rilevato da una revisione sistematica realizzata nel 2021, tra il 16% e il 28% degli adulti ricoverati in terapia intensiva a causa della covid presentava anche un'infezione batterica. «Rispetto a chi era solo contagiato dal coronavirus, questi pazienti rimanevano in ospedale il doppio, erano quattro volte più a rischio di aver bisogno di ventilazione meccanica e tre volte più a rischio di morire», spiega Muendlein.

Influenza stagionale
Avere l’influenza stagionale e in contemporanea contrarre un’infezione batterica aumenta il rischio di ricovero ospedaliero: i due batteri che normalmente causano coinfezioni sono lo Streptococcus pneumoniae e lo Staphylococcus aureus, che di solito vivono silenti nel nostro tratto respiratorio. © Dragana Gordic | Shutterstock

Collaborazione mortale. Ma in che modo virus e batteri interagiscono, debilitando il corpo dell'ospite contagiato? Lavorano in team: i virus sono infatti in grado di uccidere le cellule epiteliali che ricoprono i polmoni e fungono da barriera contro i patogeni inalati, lasciando via libera ai batteri. I virus possono inoltre alterare la superficie delle cellule epiteliali e immunitarie riducendo il numero di recettori che permettono loro di riconoscere i patogeni e preparare l'organismo a una risposta: anche in questo caso, i batteri trovano campo libero per invadere gli organi e provocare l'infezione.

Come combattere virus e batteri? Posto che gli antivirali non funzionano contro i batteri e che gli antibiotici non funzionano contro i virus, esiste un farmaco che riesca a combattere entrambi i patogeni contemporaneamente? Uno studio cui ha partecipato Muendlein presenta una possibile soluzione: la molecola ZBP1, che gioca un ruolo fondamentale nella risposta immunitaria data dall'organismo all'influenza, sembra essere in grado di individuare i virus influenzali nei polmoni, e obbliga le cellule immunitarie e epiteliali infette a suicidarsi. In questo modo, le cellule contagiate vengono eliminate, e nuove cellule immunitarie sane vengono "reclutate" per combattere l'infezione. «È possibile che i trattamenti che aumentano la ZBP1 in alcuni tipi di cellule possano servire a gestire meglio le coinfezioni batteriche e virali», conclude Muendlein.

5 settembre 2022 Chiara Guzzonato
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