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L'erba logora i centri del piacere nel cervello

Il consumo prolungato di marijuana danneggia il sistema dopaminergico, responsabile delle reazioni di piacere e ricompensa date - per esempio - da cibo e sesso.

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Sensazioni fumose e piaceri dimezzati: gli effetti a lungo termine del consumo di cannabis.|Zoonar/Thinkstock

Nell'immaginario comune è normalmente associata a momentanee sensazioni di piacere e relax. Ma a lungo andare, la marijuana può sortire esattamente l'effetto opposto: i cervelli dei più assidui fumatori d'erba reagiscono meno efficacemente alla dopamina, un neurotrasmettitore che veicola le sensazioni di piacere e ricompensa nel cervello.

 

zone d'ombra. Mentre aumentano i paesi che optano per la legalizzazione della marijuana, i dubbi sui suoi effetti sul cervello rimangono immutati. Uno di questi riguarda le conseguenze del suo abuso sulle vie dopaminergiche, quelle che si attivano in risposta a una sensazione positiva (indotta da cibo, sesso o particolari sostanze) e che generano piacevoli sensazioni a cascata.

Piaceri sintetici. È noto che il cervello di chi abusa di alcol o cocaina produce meno dopamina di un cervello non dipendente. Passati studi avevano messo in dubbio che ciò accadesse anche agli abituali consumatori di marijuana. Per verificare questo punto i ricercatori del National Institute on Drug Abuse di Bethesda, nel Maryland (USA), hanno somministrato a 24 assidui fumatori d'erba (5 canne al giorno per almeno 10 anni) e 24 soggetti di controllo del metilfenidato, una sostanza stimolante che accresce la concentrazione di dopamina nel cervello.

 

C'è, ma non si vede. Esami di imaging cerebrale hanno rivelato che il farmaco ha aumentato in ugual modo i livelli di dopamina in entrambi i gruppi. Ma mentre nei soggetti di controllo gli effetti della dopamina si sono mostrati subito - battito cardiaco accelerato, aumento di pressione e una positiva irrequietezza - nei fumatori di lunga data non si è osservato nulla di tutto ciò. Tanto che i ricercatori hanno controllato più di una volta che il metilfenidato somministrato loro non fosse scaduto.

 

E adesso, che ci faccio? La mancata risposta sembrerebbe suggerire che il consumo d'erba abbia danneggiato il sistema dopaminergico nel cervello dei fumatori. A differenza di quanto avviene in chi abusa di alcol e cocaina, la dopamina viene prodotta comunque, ma il cervello non sa che farsene, e finisce per trovare poco piacere in stimoli che solitamente danno risposte molto positive.

 

Senza fine. Un meccanismo che potrebbe contribuire a generare dipendenza: fumo di più perché non mi sento felice, e più fumo meno la vita di tutti i giorni mi dà soddisfazioni. Quale che sia il punto di partenza, sembrerebbe un circolo vizioso.

 

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16 Luglio 2014 | Elisabetta Intini