Salute

Mattinieri e nottambuli: chi è più efficiente sul lavoro?

Il nostro rendimento lavorativo sembra influenzato anche dal cronotipo, ovvero dalla tendenza a essere nottambuli come il gufo o mattinieri come l'allodola.

Chi fa le ore piccole e dorme poche ore per notte è meno efficiente sul lavoro: lo afferma uno studio osservazionale condotto su migliaia di finlandesi e pubblicato su Occupational & Environmental Medicine

mattiniero come l'allodola. Le cosiddette allodole, più tecnicamente chiamate cronotipi mattutini, tendono ad essere più produttive la mattina: vanno a dormire presto la sera e fanno più di sette ore di sonno. Al contrario i gufi, o cronotipi serali, sono più produttivi la sera, si coricano tardi e dormono meno di sette ore. Il cronotipo è un fattore in gran parte genetico, ma viene influenzato anche da aspetti ambientali (come l'esposizione alla luce), dagli orari di lavoro e dalla vita familiare.

Per indagare la connessione tra cronotipi ed efficienza sul lavoro, lo studio ha analizzato le vite di oltre 12.000 individui nati in Finlandia nel 1966. Nel 2012 i partecipanti si sono sottoposti a un questionario riguardante lavoro e salute, nel quale hanno valutato anche il proprio rendimento lavorativo.

nottambulo come un gufo. Ne è risultato che circa un nottambulo su quattro (una proporzione significativamente più alta dei mattinieri) non era efficiente sul lavoro; i gufi, che hanno affermato anche di dormire poco, soffrire spesso di insonnia e di jet lag sociale (lo squilibrio fra ritmo biologico e routine quotidiana), correrebbero il doppio del rischio rispetto ai mattinieri di avere un basso rendimento lavorativo, anche considerando l'influenza di fattori come le ore di sonno e di lavoro.

Sulla base di diversi parametri i ricercatori hanno poi selezionato circa 6.000 partecipanti per condurre un'analisi finale, seguendoli nei quattro anni successivi. Tra il 2013 e il 2016, 84 persone hanno iniziato a percepire una pensione di invalidità: il basso rendimento lavorativo è stato fortemente associato a un elevato rischio di acquisire una pensione di questo tipo, rischio che sarebbe tre volte superiore per i cronotipi serali rispetto ai cronotipi mattutini. Tuttavia, sottolineano i ricercatori, il cronotipo risultava meno determinante se si prendevano in considerazione le ore di sonno e di lavoro.

sotto osservazione. Lo studio, è importante ricordarlo, è solo osservazionale e, come tale, non stabilisce alcun rapporto causa-effetto. Inoltre, il numero di persone che ha percepito pensioni di disabilità durante i quattro anni di analisi è stato troppo basso (appena l'1,44% del totale) per poter individuare una chiara relazione di causalità tra cronotipi e invalidità. Ciononostante, i risultati sono in linea con ricerche precedenti sul tema, e gli studiosi sottolineano l'importanza di «tenere in considerazione il cronotipo individuale nell'intento di allungare la vita lavorativa».

5 marzo 2021 Chiara Guzzonato
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