Salute

Al lavoro con la covid: il caso della maestra californiana

In California una lezione tenuta senza mascherina da una maestra sintomatica in attesa del risultato del tampone si è trasformata in un focolaio di infezione.

Prima della pandemia di covid, recarsi al lavoro con la febbre era un segno di stacanovismo spesso ingiustamente apprezzato; ora, muoversi da casa con una sospetta infezione da covid, e farlo in attesa del risultato di un tampone, è da incoscienti: e lo è ancora di più se a farlo è un'insegnante di scuola elementare, che si toglie la mascherina e legge a voce alta davanti a una classe di bambini non protetti dal vaccino. È successo in California nel maggio scorso, quando una maestra non vaccinata ha pensato bene non solo di andare al lavoro come se niente fosse nonostante i sintomi, imputati a una semplice allergia stagionale, ma anche di impartire la lezione senza la mascherina. Risultato: oltre la metà degli alunni contagiata, con conseguente diffusione del virus a genitori e parenti.

Un disastro annunciato. Il caso è stato studiato dai CDC statunitensi, che hanno tracciato la diffusione del virus (nella sua variante Delta, o indiana, la più contagiosa) nella piccola scuola elementare californiana. Dei 24 membri dello staff, due non erano vaccinati: una di questi era l'insegnante infetta, che dopo i primi sintomi si è sottoposta a tampone. I risultati, però, hanno tardato due giorni ad arrivare: invece di isolarsi in attesa del risultato, la donna ha continuato a recarsi al lavoro, fino a quando ha ricevuto il risultato del test – positivo.

A quel punto era troppo tardi: almeno 12 dei 22 alunni erano stati contagiati, e l'infezione si è poi diffusa anche ad allievi di altre classi, tramite i contatti che i bambini avevano avuto con i loro compagni, e a 8 tra genitori, fratelli e sorelle. Fortunatamente nessun contagiato ha avuto bisogno di essere ricoverato, ma le cose sarebbero potute andare molto peggio: nella comunità, per fortuna, il tasso di vaccinati era oltre il 72%, e questo avrebbe contribuito a soffocare il focolaio.

Un cattivo esempio. Contrariamente a quanto afferma un articolo pubblicato su ArsTechnica, noi non riteniamo che questo avvenimento dimostri «la difficoltà di fare le cose nel modo giusto vista l'infettività della variante Delta». Crediamo invece che si tratti di un esempio di irresponsabilità che dimostra che, finché ci sarà chi si ostina a non adottare basilari misure di protezione dettate dal buon senso e dal rispetto del prossimo (isolamento preventivo e mascherina), sarà difficile uscire dall'emergenza sanitaria attuale.

10 settembre 2021 Chiara Guzzonato
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