La medicina della natura

La cura del corpo con rimedi naturali non è più cosiderata medicina "alternativa", ma "complementare" alle terapie tradizionali. Un settore in espansione, per il quale vengono destinati sempre più fondi e attorno al quale si moltiplica l'interesse della comunità scientifica.

Un guaritore del Madagascar spreme il succo della foglia che servirà a guarire un bambino dal suo mal d'orecchi. Prendere risorse dalla natura per la guarigione dalle malattie è una pratica antica. Gli stessi egizi avevano messo a punto una tecnica per estrarre dalle piante oli essenziali e preparare unguenti utilizzati soprattutto nella procedura dell'imbalsamazione.
Fino al Medioevo le erbe rappresentavano l'unica fonte di guarigione. Oggi sono più di nove milioni gli italiani che ricorrono a terapie non convenzionali quali agopuntura, fitoterapia (la cura con le piante), omeopatia, osteopatia (la cura attraverso tecniche fisioterapiche) e chiropratica (la cura attraverso il massaggio manuale).

Lo sciamano peruviano crede nel potere della preghiera propiziatoria per favorire un generoso raccolto di erbe. È la coca l'ingrediente essenziale nella maggior parte delle cerimonie di guarigione. L'arte di conoscere le proprietà medicinali delle piante delle Ande è un patrimonio che si trasmette da padre a figlio. La raccolta di piante medicinali richiede infatti una preparazione adeguata e una conoscenza specifica: alcune piante dall'aspetto innocuo, come la Belladonna (Atropa belladonna) e il Giusquiamo nero (Hyoscyamus niger), sono tossiche e addirittura mortali. L'associazione medica italiana ha stabilito recentemente che solo medici e dentisti possono prescrivere terapie convenzionali e non.

È del signor Kumaraswany la responsabilità di proteggere le piante che crescono nella riserva speciale che si estende ai bordi del villaggio indiano nella periferia di Bangalore (India meridionale). I rischi da cui preservare le piante? Una coltivazione intensiva, l'eccessivo sfruttamento del terreno e l'urbanizzazione. Ci si deve difendere anche dall'ingordigia di alcuni laboratori che si impossessano delle piante coltivate da millenni dalle popolazioni locali rivendicandone la proprietà. Molti farmaci chimici, infatti, sono realizzati estraendo sostanze presenti in alcune piante, modificandone la struttura molecolare e potenziandone gli effetti.

Sul petto, la foglia a forma di cuore di "Sangue di drago" (Croton lechlerii), pianta così chiamata per la resina rosso vivo. La farmacologia tradizionale ne ricava una sostanza utile alla cura delle ulcere gastriche da herpes, mentre i guaritori peruviani ne usano l'estratto per il trattamento di tagli, bronchiti e diarree.
Cosa può, invece, la natura contro i problemi cardiaci? I recenti studi provano che nulla aiuta più di una vita sana e di un moderato esercizio fisico. Alcune sostanze naturali possono ridurne i rischi, senza però fare miracoli. La polvere di riso rosso fermentato, per esempio, usata in molte ricette della cucina cinese, riduce il livello di colesterolo e dei trigliceridi.

Mentre è intento a osservare il lavoro di un artigiano, un bambino cinese mastica foglie di astragalo che, secondo la medicina tradizionale cinese, è un diuretico e stimolante delle risposte immunitarie. Le ricerche confermerebbero che le sue radici stimolerebbero la produzione di cellule anti-virali. Attorno a un'altra pianta, il Ginkgo biloba, la più antica comparsa sulla Terra, si sta concentrando l'interesse dalla comunità scientifica. È prevalentemente usato nella prevenzione dei problemi di memoria. Al momento però non esistono conferme scientifiche credibili della sua utilità a scopo preventivo. Nulla sarebbe meglio dell'esercizio mentale per tenere viva memoria e funzioni cerebrali.

Una ricercatrice mentre raccoglie radici di ninfee bianche per una piccola organizzazione, la Avena Botanicals, che ha sede nel Maine. Lo scopo dell'organizzazione è ottenere medicinali di alta qualità, privi di agenti chimici.
Uno studio del The Journal of the American Medical Association, datato1998, ha documentato come siano ogni anno almeno 100.000 le reazioni letali dovute a farmaci negli ospedali americani. Neppure le erbe medicinali dovrebbero essere assunte con leggerezza. La legislazione italiana considera i prodotti naturali come integratori alimentari, liberalizzandone l'assunzione: in realtà possono provocare reazioni chimiche dannose e una cattiva interazione con le cure tradizionali.

Una donna nigeriana tiene appoggiata alla testa una foglia della "pianta del mal di testa". Un'erba usata principalmente per la cura del mal di testa, che però è sfruttata anche per lenire ferite della pelle e dolori alle articolazioni: i suoi benefici sono tramandati di generazione in generazione.
Attorno alla cura della depressione e altre malattie mentali è grande il giro d'affari e particolare l'attenzione per i rimedi naturali. Solo per la cura della depressione, sempre negli Stati Uniti, si spendono ogni anno 60 milioni di dollari. L'iperico (Hypericum perforatum), però, ampiamente usato nella cura della depressione, può interferire con l'azione di medicinali anticoagulanti, anticoncezionali, antireattivi e antivirali.

Un guaritore del Madagascar spreme il succo della foglia che servirà a guarire un bambino dal suo mal d'orecchi. Prendere risorse dalla natura per la guarigione dalle malattie è una pratica antica. Gli stessi egizi avevano messo a punto una tecnica per estrarre dalle piante oli essenziali e preparare unguenti utilizzati soprattutto nella procedura dell'imbalsamazione.
Fino al Medioevo le erbe rappresentavano l'unica fonte di guarigione. Oggi sono più di nove milioni gli italiani che ricorrono a terapie non convenzionali quali agopuntura, fitoterapia (la cura con le piante), omeopatia, osteopatia (la cura attraverso tecniche fisioterapiche) e chiropratica (la cura attraverso il massaggio manuale).