La chimica dei mattoncini per gli antibiotici del futuro

Un nuovo procedimento assembla pezzi di molecole per produrre farmaci innovativi contro i super-batteri.

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Piastre con lo Staphylococcus aureus Mrsa, uno dei batteri più temuti, invulnerabile a molti farmaci. | Science Photo Library

Un sistema innovativo per produrre antibiotici, tutto basato sulla chimica, è stato messo a punto da ricercatori della Harvard University statunitense, in collaborazione con colleghi di aziende farmaceutiche europee e giapponesi. Descritto su Nature, il metodo ha già permesso di ottenere più di 300 molecole con una forte attività antibatterica e risponde bene all'esigenza, sempre più pressante, di trovare sostanze capaci di sconfiggere i batteri che stanno diventano invulnerabili ai farmaci in uso oggi.

 

Dai mattoncini alle molecole. La nuova strategia richiama da vicino il gioco dei Lego: i ricercatori hanno infatti prima costruito i “mattoncini base” (8 frammenti, progettati al computer avendo in mente la struttura di un gruppo di antibiotici molto usati chiamati macrolidi) e poi li hanno fatti reagire fra loro, cambiando di volta in volta la successione delle reazioni chimiche, così da ottenere risultati diversi. Ulteriori procedimenti hanno anche permesso di modificare alcuni dettagli dei mattoncini di base, ampliando così la gamma dei possibili risultati.

 

Funzionano! In questo modo si sono ottenuti 305 antibiotici, il cui potenziale è stato verificato su alcuni fra i più temuti batteri resistenti ai farmaci in uso oggi: lo Staphylococcus aureus Mrsa, l'Enterococcus faecalis e lo Streptococcus pneumoniae, responsabili di polmoniti, meningiti, endocarditi e altre infezioni potenzialmente letali. La maggior parte dei composti aveva un'efficacia superiore a quella dei farmaci in commercio. «Queste molecole sono un ottimo punto di partenza, anche se prima di diventare vere e proprie medicine dovranno dimostrare di essere altrettanto utili nell'uomo e non tossiche» commentano su Nature Ming Yan e Phil Barn, chimici delllo Scripps Research Institute di La Jolla, in California.

 

Infinite possibilità. Ma al di là dell'utilità immediata, il sistema appena introdotto potrà essere usato anche in futuro per ottenere un gran numero di nuovi antibiotici: basterà infatti cambiare i mattoncini di base e sperimentare altre combinazioni. In questo modo, sarà possibile tener dietro alla capacità dei batteri di diventare invulnerabili anche a farmaci introdotti di recente.

 

Oggi, ogni anno in Europa muoiono 25.000 persone a causa di malattie che fino a pochi anni fa si curavano facilmente con gli antibiotici. Nel mondo le vittime sono 700.000 e secondo l'Ocse, in assenza di interventi decisivi, potrebbero arrivare a 10 milioni nel 2050.

 

19 maggio 2016 | Margherita Fronte