Salute

La cataratta trattata con le cellule staminali

Invece di sostituire il cristallino opacizzato con una lente artificiale, i ricercatori sono riusciti a indurre la rigenerazione delle lente naturale dell'occhio in bambini affetti da cataratta congenita.

Non più una lente artificiale nell’occhio per sostituire quella opacizzata, ma un cristallino che si auto-rigenera e restituisce una vista normale. È la prospettiva che si apre grazie a uno studio – per ora poco più di una dimostrazione di principio, ma fondamentale – di un gruppo di ricercatori cinesi e americani. Nel lavoro, pubblicato su Nature, gli scienziati riportano di essere riusciti con una nuova tecnica a indurre la rigenerazione di una lente trasparente, e una visione sostanzialmente normale, prima in animali, ma anche in un piccolo numero di bambini affetti da cataratta congenita.

Intervento comune. La sostituzione del cristallino dell’occhio quando diventa opaco e non consente più una visione normale è uno degli interventi chirurgici più diffusi: ne vengono effettuati più di 20 milioni ogni anno nel mondo. Quando però sono i bambini a nascere con la cataratta congenita che, se non operata nei primi mesi-anni di vita, porterebbe a gravi difetti di sviluppo dell’occhio e della vista, le cose sono più complicate: la manipolazione chirurgica necessaria a rimuovere la lente opacizzata spesso comporta infiammazione e può causare a sua volta una nuova opacizzazione, e inoltre spesso la visione non torna normale.

Cellule utili. Nell’intervento chirurgico di routine, l’incisione piuttosto ampia necessaria a rimuovere il cristallino, oltre a richiedere un processo di cicatrizzazione piuttosto importante, comporta l’eliminazione di tessuto circostante ricco di cellule staminali. La scoperta che ha dato il via alla sperimentazione della nuova tecnica è stata che queste cellule, grazie all’azione di due geni, possono differenziarsi nelle cellule e rigenerare la struttura trasparente del cristallino.

L'esperimento. I ricercatori hanno allora provato, prima nei conigli, poi nei macachi, a rimuovere la lente con una piccola incisione che risparmiava la capsula del cristallino in cui sono contenute le staminali. Nei conigli, un cristallino perfettamente trasparente si è rigenerato in sette settimane, nei macachi in alcuni mesi. La stessa tecnica è allora stata sperimentata anche su dodici bambini da pochi mesi fino a due anni affetti da cataratta congenita: anche in questo caso la lente naturale opacizzata è stata rimossa preservando le staminali, e in tre mesi la nuova si è rigenerata, con risultati migliori – trasparenza fino a venti volte superiore - che nell’intervento tradizionale.

Speranze per la cura della vista. I primi successi della medicina rigenerativa grazie alle cellule staminali sono stati ottenuti proprio nell’occhio, per esempio la rigenerazione del tessuto della cornea tramite cellule dell’occhio del paziente stesso, che hanno permesso trapianti senza dover ricorrere alla donazione da cadaveri.

Ma i limiti restano: per esempio, la cornea può essere rigenerata solo se nell’occhio malato si riescono a isolare cellule ancora sane, cosa che non sempre è possibile. Un altro studio, pubblicato su Nature in contemporanea a quello sulla cataratta, schiude una frontiera anche in questo settore. In questo caso, un gruppo di ricercatori giapponesi riporta di essere riuscito a far ricrescere diversi tessuti chiave dell’occhio cornea – congiuntiva, cristallino, retina – a partire da cellule staminali pluripotenti, in un modo che simula lo sviluppo normale dell’occhio.

9 marzo 2016 Chiara Palmerini
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