Salute

L'Italia è il Paese europeo con il minor numero di morti improvvise

L'istituto meneghino, che si occupò anche di Cassano, è ora tra i centri più importanti del pianeta

Milano, 18 set. (AdnKronos Salute) - Milano entra tra le eccellenze mondiali della medicina dello sport. L'Istituto di medicina dello sport meneghino ha infatti ottenuto l'accreditamento e da oggi è tra i 18 i centri - certificati dalla Federazione internazionale di medicina dello sport (Fims) - al top nel mondo. Di questi, ben 4 si trovano in Italia (2 a Roma, 1 a Brescia e da oggi 1 a Milano), a testimonianza dell'attenzione che il Belpaese dedica all'argomento. Proprio a Milano nacque infatti nel 1957 la prima specializzazione universitaria in medicina dello sport, mentre già nel 52 la Fmsi (Federazione medico sportiva italiana) aveva aperto un ambulatorio nell'arena milanese dedicato agli atleti professionisti.

"Per l'istituto è un riconoscimento internazionale importante, che aspettavamo e che si riferisce anche al lavoro fatto negli anni scorsi, dove sono state riscontrate tante patologie, anche a massimo livello - commenta Maurizio Casasco, presidente della Fmsi - Ricordiamo che i calciatori Nwankwo Kanu e Khalilou Fadiga sono stati bloccati in questo istituto pur avendo l'idoneità in Olanda e in Inghilterra. Ad Antonio Cassano è stata ritardata attraverso la competenza di questo centro", ricorda Casasco, che ha presieduto la commissione federale che abilitò il calciatore al ritorno all'attività agonistica. Oggi l'istituto si occupa dei certificati di idoneità sportiva agonistica e non, di progetti di ricerca e della valutazione funzionale, cioè dell'indagine dei fattori che determinano la prestazione fisica e sportiva.

"La valutazione e certificazione di idoneità sportiva - continua Casasco, che è anche vicepresidente della Federazione europea di medicina dello sport (Efsma) e presidente della Commissione sviluppo del comitato esecutivo Fims - rappresenta il primo e unico screening della popolazione in chiave di prevenzione della salute, essendo venuta meno la visita scolastica e quella di leva".

L'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, presente alla presentazione del riconoscimento, ha ricordato la morte del calciatore Antonio Puerta, avvenuta nel 2007 in Spagna per arresto cardiaco. Secondo il dirigente milanista, in Italia si sarebbe potuto prevenire il problema. "Per quanto ne so siamo l'unica nazione al mondo che ha reso obbligatoria la visita di idoneità sportiva - rende noto Galliani a margine della presentazione - Attraverso queste visite si trovano e si prevedono tanti problemi. Siamo la nazione in Europa che ha il minor numero di morti improvvise. La media è di 1 persona ogni 100.000, mentre in Italia è di 1 ogni milione e mezzo. In questo settore siamo davvero all'avanguardia europea, dobbiamo ringraziare chi ha fatto le leggi a suo tempo e chi le applica".

Fabio Pigozzi, presidente della Federazione internazionale di medicina dello sport, rettore e professore ordinario di Medicina interna all'università degli studi di Roma 'Foro italico' evidenzia la funzione sociale della medicina dello sport: "Permette di abbattere i costi sociali legati a molte patologie diagnosticate prima che si manifestino.

Dal 20 al 50% dei casi abbiamo sintomi premonitori di morte improvvisa. E' importante creare un network di centri che diventi un punto di riferimento per la specializzazione di giovani medici". Casasco auspica invece che "anche le istituzioni politiche possano collaborare perché abbiamo bisogno della parte istituzionale per poter sviluppare a Milano ciò che questa città è, cioè la capitale mondiale della medicina dello sport".

18 settembre 2015 ADNKronos
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