Salute

L'idrossiclorochina consigliata da Trump aumentò la mortalità per covid

Nei pazienti che nel 2020 furono curati con idrossiclorochina, l'antimalarico consigliato da Trump contro la covid, la mortalità fu più alta dell'11%.

Clorochina e idrossiclorochina sono farmaci antimalarici impiegati anche nel trattamento di alcune malattie autoimmuni. Nei primi mesi del 2020, mentre il mondo annaspava alla ricerca di cure contro la covid e i vaccini non erano ancora all'orizzonte, ne fu testato un possibile utilizzo anche contro l'infezione da SARS-CoV-2.

Le loro prescrizioni off-label, cioè al di fuori delle condizioni autorizzate, schizzarono alle stelle dopo gli elogi entusiasti dei farmaci da parte di Donald Trump, allora Presidente degli Stati Uniti, che ne esaltò presunte e inesistenti proprietà anti-covid. Oggi sappiamo che l'idrossiclorochina è inefficace, persino dannosa, contro la covid. E uno studio appena pubblicato rivela che il suo utilizzo avrebbe aumentato la mortalità nei pazienti con infezione da nuovo coronavirus.

Spot pericoloso. In base alla ricerca, pubblicata su Biomedicine & Pharmacotherapy, chi assunse idrossiclorochina contro la CoViD-19 in quella prima, terribile fase della pandemia ebbe l'11% di probabilità in più di morire di covid. Gli autori del lavoro, un'equipe degli Ospizi Civili di Lione e dell'Université Claude Bernard Lyon 1, in Francia, sono arrivati a questa stima dopo aver analizzato pubblici database per risalire al numero di pazienti ricoverati per covid in vari Paesi tra marzo e giugno 2020.

Da questi dati e dalla revisione di 44 studi di coorte (cioè che hanno seguito un gruppo di soggetti per un periodo di tempo) è emerso appunto un rischio aumentato di morte dell'11% associato all'uso di idrossiclorochina come farmaco anti-covid, e circa 16.990 decessi ospedalieri in sei diversi Paesi (inclusa l'Italia) di pazienti affetti da covid che stavano assumendo idrossiclorochina.

Un salto nel buio. Secondo gli autori dello studio, i medici che prescrissero idrossiclorochina off-label e non all'interno di sperimentazioni cliniche lo fecero senza alcuna evidenza di benefici clinici sul trattamento della covid. Il triste bilancio che emerge è una dimostrazione dei rischi del riposizionamento di farmaci noti quando questo si basa su scarse evidenze scientifiche. Una lezione da apprendere per eventuali future pandemie.

Tutti i pazienti sono uguali. O forse no... Donald Trump esaltò presunti e inesistenti doti salvavita dell'idrossiclorochina contro la covid nel marzo 2020, come parte della sua campagna contro i lockdown. Nelle settimane successive al suo "endorsement" e nel clima di angoscia generale di inizio pandemia, si registrò un'impennata di ricerche e di tentativi di acquisto del farmaco, che Trump disse di utilizzare addirittura come profilassi anti-covid.

Quando l'ex Presidente si ammalò, nel settembre 2020, fu curato con un cocktail di anticorpi monoclonali e con farmaci antivirali all'epoca inaccessibili alla maggior parte della popolazione mondiale.

Non certo con l'idrossiclorochina, che vari studi scientifici dimostrarono essere inefficace contro la covid e pericolosa per la salute del cuore.

20 febbraio 2024 Elisabetta Intini
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