Ketamina, da droga psichedelica ad antidepressivo

L'Agenzia americana del farmaco deve pronunciarsi sull'approvazione di un nuovo farmaco basato sulla ketamina: per molti psichiatri è una molecola necessaria e utile, ma altri sostengono che sia ancora poco studiata e rischiosa.

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Un nuovo farmaco contro la depressione, il primo di una nuova classe ad essere approvato da decenni, potrebbe a breve arrivare sul mercato americano. È l’esketamina, una molecola analoga alla ketamina, vecchio farmaco anestetico utilizzato anche come droga dagli effetti psichedelici. Un comitato di esperti, dopo aver analizzato i dati delle sperimentazioni cliniche, ha dato parere favorevole all’Agenzia americana sui farmaci (FDA, U.S. Food and Drug Administration), che nei prossimi giorni potrebbe decidere di approvare il farmaco e farlo arrivare sul mercato.

 

Già da adesso l’opinione degli esperti è però divisa tra chi saluta con favore il (probabile) arrivo di un farmaco contro i disturbi depressivi più difficili da trattare, e chi esprime dubbi sulla sostanza, sui rischi di abuso, e sull’iter troppo veloce e benevolo seguito nella valutazione.

 

Un passato complesso. La ketamina, di cui l’esketamina è una molecola “gemella”, è un farmaco che negli anni Sessanta veniva utilizzato come anestetico, oggi impiegato con lo stesso scopo solo in ambito veterinario. Di questa sostanza sono ben note anche le proprietà psichedeliche: usata nel corso degli anni Sessanta dagli hippie, per produrre “viaggi”, si è poi diffusa anche come droga da discoteca. Nei primi anni Duemila, in modo casuale, fu notato un effetto positivo della sostanza sul tono dell’umore, e da qui nasce l'interesse per il trattamento della depressione.

 

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Effetto immediato. La caratteristica considerata più interessante dagli psichiatri è la "velocità di azione" della ketamina: l’effetto sui sintomi depressivi e sull’umore è quasi istantaneo, questione di poche ore, a differenza dei tradizionali farmaci antidepressivi, che impiegano alcune settimane a fare effetto (e che su di un buon 40 per cento delle persone non ha effetto alcuno). Secondo gli psichiatri, l’approvazione della nuova molecola sarebbe necessaria (e più utile) proprio per i pazienti affetti da depressione grave, resistente a farmaci, e a rischio di suicidio.

 

Meccanismo d'azione. Chi è a favore dell’approvazione fa anche notare che la ketamina sarebbe il primo nuovo medicinale di una nuova classe a essere disponibile dopo molti anni. Gli antidepressivi più noti e utilizzati, quelli della famiglia del Prozac (fluoxetina), sono i cosiddetti inibitori selettivi del riassorbimento della serotonina (SSRI): ne esistono diversi, accomunati dallo stesso meccanismo di funzionamento. Agiscono aumentando la presenza nel cervello del neurotrasmettitore serotonina, che a sua volta avrebbe un’azione positiva sull’umore.

 

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Gli effetti anestetici della ketamina dipendono invece dalla sua azione sui recettori del glutammato, un altro neurotrasmettitore, e si era ipotizzato finora che anche l’azione antidepressiva avesse a che fare con lo stesso sistema. Non è però del tutto chiaro se sia davvero così. Alcuni recenti studi ipotizzano che siano coinvolti anche i recettori per gli oppioidi, vale a dire il sistema che regola la risposta fisiologica al dolore e su cui agiscono farmaci antidolorifici come la morfina o droghe come l’eroina. Allo stato attuale, non è neppure sicuro quanto a lungo duri l'effetto.

 

Medicina spray. L’esketamina, prodotta dalla Johnson & Johnson, che è simile alla molecola originale (non più coperta da brevetto), è un farmaco che verrebbe somministrato sotto forma di spray nasale.

 

Alla valutazione della FDA l’industria ha sottoposto cinque studi clinici di fase avanzata (quelli che valutano l’efficacia): in due di essi, i pazienti che hanno assunto il farmaco avrebbero avuto un miglioramento dei sintomi della depressione rispetto a chi ha assunto un placebo, che viene usato solitamente per fare il confronto in studi di questo tipo. Il voto a favore da parte dei membri del comitato è stato di 14 contro due. Le motivazioni dei favorevoli, la maggioranza, è molto specifica: i benefici del farmaco, anche se piccoli, riguarderebbero un numero di pazienti per cui non c’è comunque altro a disposizione.

 

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Precauzioni. È probabile che, se approvato, la FDA darà comunque indicazioni perché il farmaco sia somministrato sotto controllo, in uno studio medico, e che le assunzioni vengano monitorate nel tempo. Precauzioni che non è detto siano sufficienti a scongiurare i rischi di abuso. Del resto, riferisce il New York Times, negli ultimi anni, sono state aperte negli Stati Uniti decine di cliniche in cui la ketamina è stata somministrata per via endovenosa come trattamento contro la depressione.

 

Lavori in corso. La molecola della Johnson & Johnson non è però l’unica. La Allergan sta sviluppando un composto, diverso chimicamente dalla ketamina, ma con un simile meccanismo d’azione, e che sarebbe da somministrare per via endovenosa. La FDA ha fino al 4 marzo per prendere una decisione: qualunque sarà, è molto probabile che nelle prossime settimane e mesi si sentirà ancora parlare di ketamina.

 

4 marzo 2019 | Chiara Palmerini