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#Iorestoacasa: la ricetta della quarantena secondo gli astronauti

Da Samantha Cristoforetti a Scott Kelly, da Parmitano a Aldrin: le dritte per trascorrere l'#iorestoacasa, spiegate da chi è abituato all'isolamento.

Samantha Cristoforetti sulla ISS
Samantha Cristoforetti isolata nella Cupola della ISS, lontana e vicina alla Terra. | ESA

Le misure di tutela della salute pubblica adottate in questi giorni (#iorestoacasa) sono una novità quasi per tutti, ma non per gli astronauti veterani della Stazione Spaziale Internazionale, abituati a trascorrere mesi, se non un anno intero, in pochi metri cubi di spazio orbitante a 400 km da casa. In questi giorni, la Rete si è rivolta a loro per qualche consiglio. E in molti hanno risposto all'appello.

 

Informarsi e divertirsi. Scott Kelly, che in "quarantena" celeste ha trascorso un anno, ha colto l'occasione per ricordare di affidarsi agli esperti, in giorni in cui le notizie montano e si diffondono a ritmi dissennati. «Una cosa che ho imparato nei miei 20 anni alla NASA è che la maggior parte dei problemi non sono scienza missilistica (non sono così difficili da risolvere, ndr), ma quando invece lo sono, bisogna affidarsi a un esperto di scienza missilistica» ha scritto l'astronauta in un tweet, aggiungendo il link di una pagina informativa dei Centers for Disease Control and Prevention statunitensi.

 

 

Samantha Cristoforetti ha dato qualche idea per tenersi occupati con un po' di scienza, con alcune risorse online messe a disposizione dall'Agenzia Spaziale Europea. L'astronauta dell'ESA ha poi sottolineato l'importanza di lavarsi le mani postando un video registrato nella missione Futura, in cui mostra come occuparsi dell'igiene personale in microgravità.

 

 

Gioco di squadra. L'astronauta dell'ESA Luca Parmitano ha paragonato gli abitanti della Terra a un equipaggio che ha a cuore la tutela dei suoi membri: «Prima di partire per la Stazione Spaziale Internazionale tutti gli astronauti si sottopongono a un periodo di quarantena: questo perché vogliamo evitare di portare a bordo della stazione possibili effetti virali, visto che l'equipaggio che è già presente a bordo può avere un sistema immunitario leggermente depresso» ha spiegato, aggiungendo che queste stesse misure sono necessarie ora per contrastare la COVID-19.

 

 

Lavorare sulle aspettative. E mentre l'astronauta dell'ESA Thomas Pesquet alleggerisce la tensione con un video sulla quarantena a casa di un astronauta, l'astronauta della NASA Anne McClain condivide una riflessione sulla gestione dello stress che, spiega, «si verifica quando le aspettative non sono in linea con la realtà. Quando non possiamo cambiare la realtà, è meglio concentrarci sulle nostre aspettative. Aspettatevi di fare le cose in modo diverso. Aspettatevi la necessità di adattarsi. Aspettatevi di agire fuori dalla vostra zona di comfort. Aspettatevi di mettere gli altri al primo posto». 

 

Infine, in una recente intervista ad Ars Technica, l'astronauta lunare Buzz Aldrin (che dopo l'allunaggio trascorse 21 giorni in quarantena che i colleghi Collins e Armstrong, per il timore di fantomatici microbi lunari) ha raccontato la sua esperienza in isolamento. Aldrin usò quel tempo per compilare report di missione e documenti, fare jogging sul posto con Collins e osservare le formiche che uscivano dalla Mobile Quarantine Facility (MQF) attraverso una crepa nel pavimento - così come avrebbero potuto fare anche i microbi alieni, se solo fossero esistiti.

 

24 marzo 2020 | Elisabetta Intini