Salute

In Sudafrica concluso con successo il primo trapianto di pene al mondo

Un paziente di 21 anni che aveva perduto l'organo per una circoncisione rituale finita male, dallo scorso dicembre ha un pene nuovo, perfettamente funzionante. In ogni aspetto.

Un’equipe di chirurghi sudafricani ha annunciato qualche giorno fa di aver concluso con successo il primo trapianto di pene al mondo. L’intervento è stato condotto lo scorso dicembre su un paziente di 21 anni, che a soli 3 mesi dall’operazione ha riguadagnato la completa funzionalità dell’organo, sia dal punto di vista urologico che sessuale. La sensibilità non è ancora al 100% ma i medici sono ottimisti e nel giro di un paio d’anni al massimo anche questo aspetto dovrebbe essere risolto.

Caccia al donatore. Il paziente aveva perso quasi del tutto il proprio pene tre anni fa, a causa delle complicazioni sorte in seguito a una circoncisione rituale: i medici erano riusciti a salvarne un solo centimetro.

Trovare un donatore non è stato per nulla facile: secondo quanto dichiarato all’agenzia di stampa Bloomberg da Andrè Van der Merwe, uno dei chirurghi del team, i medici sono riusciti a convincere i famigliari di un potenziale donatore compatibile solo dopo aver assicurato loro una protesi di pelle da utilizzare per la sepoltura.

Idraulica di precisione. La tecnica utilizzata dalla squadra di medici sudafricani è del tutto simile a quelle impiegata per i trapianti di faccia: la vera sfida è stata quella di unire tra loro nervi e vasi sanguigni di meno di 2 mm di diametro.

«Abbiamo dimostrato che questo tipo di intervento è possibile» spiega ai giornalisti Frank Graeawe della Stellenbosh University (Sudafrica). «Siamo in grado di offrire al paziente un organo nuovo e funzionante al 100%».

Nei prossimi mesi altri 9 pazienti riceveranno un pene nuovo e insieme al primo pioniere entraranno nel primo studio pilota per perfezionare questa nuovo intervento.

Di chi è questo? Ogni anno, nel solo Sudafrica, almeno 250 persone perdono il pene in seguito a circoncisioni rituali finite male ma di questo intervento potranno beneficiare anche i pazienti colpito da cancro o dagli effetti collaterali di trattamenti contro la disfunzione erettile.

L’intervento condotto in Sudafrica è il secondo di questo tipo di cui ci siano prove certe: il primo era stato condotto in Cina nel 2006 ma ad appena 10 giorni dall’operazione i chirurghi erano stati costretti a rimuovere il pene nuovo al paziente che non era riuscito a superare il trauma psicologico.

16 marzo 2015 Rebecca Mantovani
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