Salute

In Europa si muore di smog

L'ultimo rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente dà numeri allarmanti. Ma le misure contro l'inquinamento restano insufficienti.

In Europa, le polveri sottili che inquinano l'aria uccidono ogni anno 467.000 persone; 71.000 muoiono per il biossido di azoto e 17.000 per l'ozono. Sono i numeri contenuti nell'ultimo rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente, appena pubblicato. La conta dei morti non era mai stata così alta.

E, nella classifica dei Paesi più inquinati, l'Italia vanta un triste primato: con 66.630 decessi, siamo secondi solo alla Germania per quel che riguarda il PM2,5, la frazione di polveri con diametro inferiore ai 2,5 millesimi di millimetro. Non ci batte invece nessuno per il biossido di azoto (21.040 morti) e neppure per l'ozono (3.380).

La minaccia fantasma. I numeri confermano quanto l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ribadisce da tempo: l'inquinamento dell'aria rappresenta la più grave minaccia ambientale per la salute pubblica.

Con l'aggravante che, nell'UE, l'allarme dell'OMS resta inascoltato. Proprio ieri, il Parlamento Europeo ha deciso di ridurre le emissioni dei principali inquinanti da qui al 2030, e questo porterà certamente benefici in un contiene in cui i limiti imposti per legge alle concentrazioni di sostanze tossiche nell'aria sono frequentemente superati.

CONTROMISURE INADEGUATE. Secondo il rapporto dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (AEA), per esempio, le polveri sottili oltrepassano le soglie consentite in 21 dei 28 paesi UE. Tuttavia, per molti osservatori ridurre le emissioni non basta, e bisognerebbe invece imporre nuovi valori limite alla concentrazione di inquinanti nell'aria, oltrepassati i quali dovrebbero scattare le sanzioni.

Per fare un esempio, in Europa il livello da non superare per il PM2,5 è (e resta) due volte e mezzo maggiore rispetto a quello raccomandato dall'OMS. La conseguenza non è di poco conto: l'OMS consiglia un valore che quasi azzera l'aumento della mortalità per tumore al polmone.

Con il valore “di sicurezza” dell'Unione europea, invece, la mortalità aumenta comunque di oltre il 30%. Tendenze simili si riscontrano per molte altre malattie legate all'inquinamento; in primis, quelle cardiovascolari e respiratorie.

Italia sfortunata. Rispetto ad altri Paesi europei, l'Italia è particolarmente sfortunata. In particolare, la Pianura padana è una delle zone più inquinate del continente, per la presenza di molti centri abitati, di strade trafficate e attività produttive, e per una micidiale combinazione di fattori meteoclimatici. Qui, l’assenza di vento (la velocità del vento nel bacino del Po è fra le più basse d’Europa) e il minore irraggiamento solare tipico dei mesi invernali, fanno sì che gli strati alti dell’atmosfera risultino più caldi di quelli bassi. Questo fenomeno, chiamato inversione termica, impedisce il rimescolamento dell'aria e favorisce il ristagno degli inquinanti.

24 novembre 2016 Margherita Fronte
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