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Epidemia di polmonite in Cina: il colpevole è forse un coronavirus

All'origine delle decine di casi di polmonite nella città di Wuhan potrebbe esserci un nuovo e sconosciuto coronavirus della famiglia di SARS e MERS.

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La diffusione di una malattia dai sintomi analoghi alla polmonite ha riportato alla mente l'incubo della SARS. | Shutterstock

Si restringe la caccia alla causa della misteriosa forma di polmonite che ha colpito la Cina centrale, e interessato già 59 persone di cui 7 in condizioni critiche. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, all'origine della malattia polmonare potrebbe esserci un coronavirus, un patogeno non ancora identificato che fa parte della grande famiglia di virus cui appartengono anche SARS e MERS, altre due forme atipiche di polmonite.

 

I pazienti colpiti da febbre, difficoltà respiratorie e lesioni polmonari visibili dalle radiografie sono stati posti in quarantena, una misura precauzionale presa anche se, per le autorità sanitarie, il virus non si trasmette facilmente da persona a persona.

 

Nessuno dei pazienti è deceduto, mentre 163 persone che sono state in contatto diretto con le persone infette sono state messe sotto osservazione. I timori per un'eventuale diffusione dell'infezione riguardano soprattutto le prossime settimane: a fine gennaio le celebrazioni del nuovo anno lunare spingeranno milioni di cittadini cinesi a intraprendere viaggi attraversi il Paese, facilitando contatti e occasioni di trasmissione.

 

Che cosa sappiamo finora. I casi si concentrano nella città di Wuhan, popolosa capitale della provincia di Hubei, con 19 milioni di abitanti. Da subito la commissione sanitaria della città ha escluso si tratti di SARS (Severe acute respiratory syndrome) la forma acuta di polmonite emersa in Cina che tra il 2002 e il 2003 colpì oltre 8000 persone in 37 Paesi, uccidendone almeno 800. All'epoca il governo cinese era stato accusato di aver sottostimato la gravità della situazione, e il nuovo focolaio di polmoniti ha riacceso i timori di una possibile epidemia. Le indagini preliminari hanno eliminato dalla lista degli indiziati anche i virus dell'influenza, dell'influenza aviaria, gli adenovirus o il virus della sindrome respiratoria medio-orientale (MERS).

 

Forte sospettato. Il nuovo tipo di coronavirus è stato isolato in 15 dei pazienti colpiti. Il sequenziamento del genoma e le analisi al microscopio hanno confermato che il patogeno aveva il "tipico aspetto di un coronavirus", una famiglia di virus che può infettare le vie respiratorie sia dell'uomo sia di altri animali, e causare sintomi lievi (come un banale raffreddore) o più seri come una polmonite. Secondo l'OMS, epidemie di patogeni di questa famiglia emergono periodicamente - come è stato nel 2002 per la SARS e nel 2012 per la MERS.

Qualcosa in comune. Diverse persone contagiate lavorano al mercato del pesce di Wuhan, dove si trovano anche bancarelle di animali vivi come uccelli, serpenti, cervi, cinghiali: un fatto che potrebbe indicare un collegamento con un virus di origine animale. Il mercato è chiuso dal 1 gennaio 2020 per ragioni sanitarie.

 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità sta monitorando da vicino la situazione in stretto contatto con le autorità cinesi, ma sottolinea che «ci sono informazioni limitate per definire il rischio complessivo di questo gruppo di casi di polmonite di origine sconosciuta». Per ora non è stata imposta alcuna restrizione negli spostamenti e negli scambi commerciali, anche se Singapore e Hong Kong hanno iniziato a monitorare la temperatura dei cittadini provenienti da Wuhan a scopo preventivo. Serviranno ulteriori analisi per accertare la responsabilità del coronavirus, e confermare che si tratti, come sembra, di un patogeno nuovo, finora sconosciuto.

 

13 gennaio 2020 | Elisabetta Intini