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Che cosa è emerso da un importante studio sulla covid in India

Un'analisi effettuata su un ampio campione di popolazione rivela caratteristiche chiave della covid e della sua diffusione nei Paesi più poveri.

Tamponi per la covid a Nuova Delhi.
Tamponi per la covid a Nuova Delhi. | Shutterstock

In India, Paese che ha riportato oltre 6.300.000 casi di covid finora, è stato condotto uno degli studi più ambiziosi mai tentati per numero di pazienti e di "contatti stretti" (ad alto rischio) coinvolti: l'analisi, pubblicata su Science, ha fatto emergere informazioni importanti sulle dinamiche della pandemia nei Paesi a medio e basso reddito e offerto un paio di conferme su come si diffonde l'infezione.

 

Il paziente tipo. Una collaborazione indo-statunitense di scienziati coordinata da Joseph Lewnard, epidemiologo dell'Università della California, Berkeley, ha analizzato dati relativi a circa 85.000 casi di covid e quasi 600.000 contatti stretti (esposizione ad alto rischio), registrati in due dei cinque stati indiani più colpiti dalla CoViD-19, l'Andhra Pradesh e il Tamil Nadu, che offrono alcuni dei servizi sanitari più avanzati del Paese.

 

Dal lavoro di contact tracing (in India l'app di tracciamento è stata resa obbligatoria) è emerso che le prime persone contagiate erano in maggioranza uomini in là con gli anni, forse perché coinvolti più delle donne in situazioni di ritrovo sociale, perché riescono più facilmente a sottoporsi a tampone per covid o perché vengono contattati più spesso dagli esperti di salute pubblica.

 

ricoveri ospedalieri. Per i pazienti più gravi, la lunghezza media del ricovero ospedaliero prima del decesso è stata di cinque giorni, contro le due-otto settimane registrate in altri Paesi. I malati di covid in India e in altri Paesi a medio-basso reddito potrebbero peggiorare più rapidamente per la presenza di malattie pregresse non curate, ma su questo dato potrebbe pesare anche la qualità delle cure ospedaliere. Benché l'India vanti alcune strutture sanitarie di eccellenza, la maggior parte degli ospedali è carente di posti letto e personale, e molte persone non hanno un'assicurazione sanitaria per accedere a cure soddisfacenti.

aspettativa di vita. Anche in India, come altrove, il tasso di mortalità per covid aumenta in modo proporzionale all'età, ma solo fino ai 65 anni: dopo, i decessi sembrano diminuire. Il motivo è da cercare sia in un'inferiore aspettativa di vita (la media è di 69 anni, 14 anni più bassa di quella italiana), sia nel reddito delle persone che in India raggiungono un'età avanzata: invecchiare oltre i 65 anni, nel Paese, è un privilegio riservato ai ricchi, che possono disporre di migliori cure mediche ed evitare di esporsi alle principali occasioni di contagio.

 

contagi tra i coetanei. Dallo studio sono arrivate anche alcune conferme. La prima è che i pazienti positivi contagiano più facilmente i coetanei, un dato non sorprendente perché in ogni parte del mondo si tende più spesso a frequentare persone della stessa età. La seconda è che i bambini di ogni età vengono contagiati e contagiano a loro volta: più di 5.300 giovani studenti esaminati avevano infettato 2.508 persone, soprattutto coetanei (ma non è stato possibile ricostruire le loro interazioni con gli adulti). Infine, pochi individui sono responsabili della maggior parte dei contagi. Il 71% dei positivi rintracciati non sembravano aver trasmesso il virus a nessun altro, mentre il 5% dei positivi era legato all'80% di tutte le infezioni trovate con il contact tracing.

 

9 ottobre 2020 | Elisabetta Intini