Salute

L'immunità alla covid si affievolisce nel tempo

Nuove evidenze confermano che anticorpi sviluppati contro la covid diminuiscono rapidamente, soprattutto in chi l'ha avuta in forma asintomatica.

È bastata un'estate per far calare in modo importante gli anticorpi sviluppati contro la covid dalla popolazione britannica. Un ampio studio coordinato da Imperial College London e anticipato martedì 27 ottobre prima della pubblicazione ufficiale conferma quello che si sospettava da tempo, ossia che l'immunità alla CoViD-19 è probabilmente più simile a quella che monta in risposta ad altri coronavirus che a quella che si sviluppa, una sola volta e in modo definitivo, contro il morbillo.

Un notevole declino. Per la ricerca, commissionata dal Governo britannico, è stato chiesto a 365.000 adulti selezionati in modo casuale di autosomministrarsi per tre volte, tra il 20 giugno e il 28 settembre, un test per gli anticorpi contro il SARS-CoV-2, che prevede di pungersi un dito e analizzare una goccia di sangue. Le analisi hanno evidenziato che, nell'arco di tre mesi, il numero di soggetti che presentava anticorpi contro il nuovo coronavirus è calato del 26,5%.

Estendendo questi dati all'intera nazione, si nota che la porzione di persone con immunità alla covid nello UK è passata dal 6% al 4,4%. Il declino è coinciso con i mesi più tranquilli della pandemia, quando la circolazione del virus, nel Regno Unito come in altri Paesi, era più contenuta grazie alle misure restrittive attuate in primavera.

Più rapida negli asintomatici. La perdita di anticorpi è stata più lenta nelle persone tra i 18 e i 24 anni di età rispetto a quanto osservato in adulti di 75 anni e oltre. Il declino è stato inoltre meno pronunciato in coloro che avevano avuto conferma della diagnosi di covid con un classico tampone, rispetto a quanto osservato in chi aveva contratto la malattia senza rendersene conto, in forma asintomatica. Non c'è stato invece alcun calo di anticorpi nel personale sanitario, continuamente esposto al virus.

Domande aperte. L'incertezza sulla durata dell'immunità e la ridotta percentuale di popolazione con anticorpi sottolineano l'importanza di attenersi alle misure di prevenzione del contagio come indossare la mascherina, rispettare il distanziamento fisico e igienizzare di frequente le mani. Resta inoltre poco chiaro che tipo di protezione offrano questi anticorpi e quale invece sarà fornita dai vaccini anti-covid, quando saranno disponibili. Per Wendy Barclay, che dirige il Dipartimento di malattie infettive di Imperial College London, allo stato attuale delle conoscenze «un vaccino efficace dovrebbe offrire una protezione migliore rispetto alla semplice guarigione».

1 novembre 2020 Elisabetta Intini
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