Scienza

Il robot chirurgo che opera alla cataratta

Un nuovo braccio telecomandato si è dimostrato capace dei micromovimenti di precisione ideali per uno dei più comuni e insieme delicati interventi di chirurgia oculare.

Mano ferma, braccia corte e precisione invidiabile: un nuovo robot per operazioni chirurgiche telecomandate promette di ridurre al minimo il margine di errore di uno dei più diffusi e insieme delicati interventi all'occhio: la cataratta.

Questa procedura, che riguarda ogni anno 20 milioni di persone, si rende necessaria quando il cristallino, la lente naturale dell'occhio, con l'età perde progressivamente trasparenza. L'intervento prevede la pratica di un'apertura circolare nella parte anteriore del cristallino, nella quale si inserisce una lente artificiale. Si tratta di un'operazione di routine che ha in genere buon esito, ma che richiede una mano ferma per evitare di ledere la parte posteriore del cristallino, una delle complicazioni più frequenti.

Come è fatto. Axsis, il sistema robotico sviluppato dal colosso tecnologico Cambridge Consultants, consiste in due piccole cesoie capaci di operare in uno spazio di 10 millimetri - le dimensioni del cristallino - con una precisione non possibile a una mano umana. Gli strumenti del mestiere, che nella versione finale saranno sostituiti da bisturi, sono montati su bracci robotici delle dimensioni di una lattina, con "tendini" ultra flessibili e insieme resistenti, dello stesso materiale delle vele solari della Nasa.

Il setup per manovrare il robot: sulla destra, lo schermo di riferimento per il chirurgo. © Axsis / Cambridge Consultants

La plancia di comando. Per manovrare il robot, il chirurgo siede davanti a uno schermo con un joystick aptico (un'interfaccia che permette di gestire il braccio e ricevere sensazioni tattili in risposta): da questa postazione può ingrandire l'immagine ed evitare gli errori più comuni, come la lesione del retro del cristallino.

Non solo occhi. Rispetto ad altri robot chirurghi già operanti, che prevedono lunghi e ingombranti strumenti telescopici, Axsis avrebbe dimensioni più contenute e sarebbe il primo a intervenire sulla cataratta (altri robot telecomandati vengono usati oggi per le operazioni alla retina). E anche se alcuni oculisti non ne vedono la necessità - per esempio rispetto alla chirurgia laser - in futuro potrebbe essere adottato per altre operazioni di microchirurgia, come quelle a stomaco e intestino.

8 novembre 2016 Elisabetta Intini
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